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Tredici anni fa iniziava la collaborazione fra HP e hTC con la
costruzione del primo PDA. Questo è il comunicato di hTC in occasione
dell'anniversario: "All'inizio siamo rimasti dietro le quinte, abbiamo progettato e costruito PDA innovativi per molte aziende come Compaq, Dell e HP. Poi, nel 1997, ci siamo prefissati l'obbiettivo di portare la potenza di elaborazione mobile nelle mani di tutte le persone del mondo. Nel 1999 abbiamo iniziato a progettare il nostro primo smartphone touch screen e poi nel 2002, il primo smartphone touchscreen a colori, primi nel settore. Se avete posseduto un Compaq iPAQ, Treo 650, O2 XDA o Orange SPV, siamo noi di hTC che l'abbiamo progettato e costruito. ![]() Nel 2006, dopo la costruzione di milioni di smartphone, siamo usciti dal riserbo ed abbiamo iniziato a vendere col nostro marchio: hTC. L'obiettivo era di fornire uno smartphone facile da usare, un'esperienza olistica permessa dall'uso del nostro know-how nel disegno, nella progettazione e innovazione. Poi, nel giugno del 2007, abbiamo lanciato l'hTC Touch - il primo smartphone touchscreen finger friendly. Anno dopo anno, abbiamo raffinato l'esperienza, con la costruzione e commercializzazione di smartphone touch-based rivoluzionari come il Touch Diamond, l' Hero, l' HD2, così come i nuovissimi hTC Legend e Desire. Abbiamo percorso un lungo cammino come azienda. Tredici anni di duro lavoro, innovazione e l'esperienza dei clienti, ci hanno aiutato a rimanere davanti alla concorrenza. Non ha fatto differenza il lavorare dietro le quinte con i nostri partner o in contatto diretto con i clienti, hTC è stata in prima linea nell'innovazione degli smartphone fin dall'inizio." * Che ogni azienda si lodi e s'imbrodi è più che legittimo. Ma per noi il discorso è molto diverso. Prendiamo atto della competenza tecnologica innovativa che ha dimostrato molte volte hTC, ma è dovuta scendere in campo la Apple per portare delle novità veramente rivoluzionarie col suo primo iPhone. hTC non ha mai tenuto conto dell'esperienza acquisita dalla sua clientela, delle sue lamentele, ma anche dei suoi suggerimenti e richieste. Perseverando per anni, hTC non ne ha MAI temuto nessun conto. Due esempi su tutti: la presa audio di tipo jack da 3,5 mm e la schermo antigraffio, arrivati dopo anni rispetto all'iPhone. Lo stesso dicasi per l'assistenza tecnica post-vendita, sia in garanzia e sia fuori garanzia, qui in Italia è una fra le peggiori in assoluto. Speriamo e ci auguriamo che le cose possano cambiare, altrimenti la Apple continuerà a farla da padrona e, perdippiù, con un solo modello di telefonino intelligente nel suo catalogo. di Redazione, 22/4/2010 *(Traduzione dall'inglese di FraMed) Ogni nuovo terminale MPC di fascia alta sta ingrandendo lo schermo. Siamo ormai oltre la soglia dei 4". Come esempio basta vedere il Leo di hTC o il G1 della Toshiba. Di questo passo, aumentando le funzioni dei terminali e, di conseguenza lo schermo, avremo dei piccoli mattoncini intrasportabili. ![]() Per evitare tale rischio la Qualcomm Incorporated, il gigante USA dell'elettronica, ha brevettato uno schermo ripiegabile, in inglese Multi-fold, la cui UI (Interfaccia Utente) si autoadatta alle varie funzioni svolte dal terminale, come: cellulare, web Browser, videoscrittura, oppure come un piccolo televisore panoramico. Il brevetto depositato dalla Qualcomm prevede anche il microprocessore che deve gestire l'applicazione di interfaccia grafica, modificata in automatico con l'adattamento dei contenuti alla configurazione scelta. di Redazione, 16/03/2010 CeBIT 2010: la DocuPen è uno scanner sempre più potente nel vostro taschino La DocuPen Xtreme X 0, presentata al CeBIT di Hannover, porta i dispositivi di scansione portatili ad un livello superiore di efficienza. In grado di supportare immagini con risoluzione pari a 600dpi, la DocuPen vanta un processore interno da 200MHz, mentre i modelli precedenti non superavano i 60MHz. Di conseguenza, il nuovo processore rende le DocuPen X-Series dei dispositivi decisamente più veloci, probabilmente i più veloci tra gli scanner tascabili attualmente in commercio. E con l’arrivo della Serie X, i prezzi della serie R attualmente in commercio, diminuiranno, anche se non sono stati resi noti, e saranno in vigore a partire da questo mese. Chi ha in programma un giretto ad Hannover, può vedere la DocuPen presso lo stand Planon, padiglione 7, stand D70. di Redazione, 4/3/2010 Un semplice tap, e l'Iphone apre l'auto Prima o poi sarebbe stata superata anche l'ultima barriera tecnologica dei comandi a distanza dell'auto. L'applicazione Viper SmartStart consente di comandare a distanza la propria vettura mediante iphone o iPod touch. Basta un touch sulla semplicissima interfaccia grafica dello schermo e sarà possibile aprire o chiudere l'auto, avviare il motore e il sistema di riscaldamento (in inverno) o l'aria condizionata (in estate), aprire il bagagliaio, ritrovare la vettura in caso di scarsa memoria sul luogo dove la si è parcheggiata, far suonare l'allarme, ricevere il messaggio del recepimento del comando da parte dell'auto etc. etc. Chi più ne ha, più ne metta, non dimenticando che i successivi aggiornamenti dell'applicazione serviranno ad ampliare sempre di più il numero dei comandi in remoto disponibili. ![]() Il sistema funziona mediante un collegamento Internet e per usufruirne è necessario possedere un iPhone o un iPod Touch, disporre di una connessione 3G/Wi-fi e dell'applicazione scaricabile gratuitamente dal sito della Apple. Non si pone dunque il problema della distanza, a differenza degli attuali telecomandi con cui apriamo o chiudiamo le vetture, perché il messaggio viaggia via web. E neanche quello della sicurezza, poiché la Viper ha predisposto che, per guidare la vettura, ci voglia comunque la rispettiva chiave. Se dunque si provasse ad avviare la corsa su un'auto accesa in remoto, questa si bloccherebbe subito, a meno che non sia inserita la chiave appunto. Ulteriore vantaggio è che, con lo stesso smartphone, si possono anche controllare più veicoli. La possibilità di dialogare a distanza con l'auto non è più un sogno dunque, peccato che a beneficiare delle comode funzionalità offerte dal sistema siano, per ora, solo i cittadini americani: tale tecnologia, infatti, è attualmente attivabile solo all'interno degli States, sebbene la Viper abbia in programma di estenderne quanto prima la commercializzazione anche in altri Paesi. Per i fortunati che possono disporne basta andare sul sito della Viper e seguire le istruzioni di utilizzo: chi ha già predisposto sulla propria auto qualche sistema dell'omonima Azienda può semplicemente acquistare il pacchetto Viper SmartStart Module (VSM 100) per 299 dollari. Per chi invece acquista ex novo un prodotto della Viper sarà necessario approvvigionarsi del pacchetto SmartStart System (VSS4000) al costo di 499 dollari. Così poi il touch and go sarà gratis. di Grazia Zupi, 8/2/2010 Posti di blocco e cannoni a impulsi L'idea viene dagli Stati Uniti e già fa gola a polizia e forze armate. Uno strumento per bloccare automobili a distanza Roma - Fuggire dalle forze dell'ordine servendosi di automobili particolarmente sofisticate in futuro potrebbe non rivelarsi una buona idea se il cannone a impulsi elettromagnetici (EMP) realizzato da Eureka Aerospace entrasse nella dotazione dei corpi di polizia. ![]() L'apparecchio che decreterebbe la fine degli inseguimenti mozzafiato che per anni hanno costituito l'ossatura dei thriller polizieschi è per ora solo un prototipo, ma il suo funzionamento avrebbe già attirato l'attenzione dell'aeronautica militare statunitense, dopo che i Marines si sono già assicurati una dimostrazione presso la base navale di Dahlgren, Virginia. Affinché una sua applicazione possa divenire possibile i responsabili del progetto intendono ridurre le dimensioni dell'apparecchiatura, che attualmente consiste in un'antenna larga 1,2 metri e del peso di circa 25 chili, per poterla poi installarla su elicotteri o automobili delle forze dell'ordine. Il video, molto interessante, è su YouTube. di Giorgio Pontico, 29/01/2010 Una casa mobile a bolletta zero Anche senza sole e senza pioggia, nella casa progettata dall'Empa è possibile vivere in perfetta autarchia per due settimane. Un'abitazione che può essere trasportata da un posto all'altro ed è completamente autonoma per quanto concerne acqua ed elettricità? Un gruppo di ricercatori del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) è riuscito a trasformare il sogno in realtà. ![]() Chissà, forse tra qualche anno ci si potrà imbattere in questa sorta di modulo lunare dorato in qualche zona sperduta delle Alpi. Per ora "Self" – questo il nome con il quale è stata ribattezzata la casa – è 'atterrato' davanti ai padiglioni dove è organizzata la Swissbau, la tradizionale fiera dell'edilizia che si tiene in gennaio a Basilea. La struttura è grande circa come un container di una nave. Sulle sue facciate e al suo interno racchiude però un concentrato delle più moderne tecnologie edili, energetiche ed idriche. Tecnologie che dovrebbero permettere a due persone di vivere in perfetta autarchia e con un certo confort in questa casa lunga 7,7 metri, larga 3,45 m, alta 3,2 m e pesante cinque tonnellate. Il condizionale è ancora d'obbligo poiché, come precisa Sandro Macchi, "si tratta ancora di un prototipo". "I primi test sul terreno inizieranno in marzo e in un certo senso il progetto prende avvio adesso, poiché potremo sperimentare ulteriori innovazioni", aggiunge l'esperto in design industriale e membro del gruppo di ricercatori che ha messo a punto l'unità abitativa. O sole mio! Per limitare al massimo il consumo energetico, nulla è stato lasciato al caso. I muri sono stati costruiti con materiali altamente isolanti e leggeri. Uno degli strati, ad esempio, è composto da aerogel di silicone rinforzato da fibre feltrate. Un altro da pannelli contenenti paraffina, che hanno la proprietà di accumulare energia durante le ore più calde del giorno, per poi liberarla verso l'interno della casa quando fa più freddo. Per l'illuminazione si è optato per lampadine LED, mentre il fornello funziona ad idrogeno, prodotto tramite elettrolisi ed immagazzinato allo stato solido (ciò che permette di ridurne notevolmente il volume) in bombole contenenti idruro metallico. Tutta l'elettricità è fornita dalle celle solari ad alto rendimento di cui è ricoperto il tetto. "Il rapporto tra l'energia prodotta dalla cella e l'energia luminosa che investe la sua superficie è del 23%; è il meglio di quello che viene prodotto oggi", precisa Sandro Macchi. L'energia prodotta grazie a queste celle basta non solo a soddisfare il fabbisogno in elettricità per far funzionare riscaldamento, luci, frigorifero, lavastoviglie ed altri apparecchi. Ma anche a caricare fino a sei batterie al litio da circa 100 kg l'una poste sotto il letto a castello, che entrano in funzione nel caso in cui il sole dovesse nascondersi per lungo tempo dietro alle nuvole. "Abbiamo effettuato dei test a Davos, Lugano e Zurigo e solo nella città sulle rive della Limmat è stato necessario utilizzare le batterie. Se le condizioni atmosferiche sono veramente pessime, questi accumulatori permettono comunque alla casa di vivere in perfetta autarchia per due settimane", spiega il ricercatore dell'Empa. E come ciliegina sulla torta, le celle solari consentono pure di fornire energia sufficiente durante circa nove mesi all'anno (e anche durante tutto l'anno nelle regioni più soleggiate) per caricare un'auto elettrica, con la quale è possibile percorrere fino a 100 km al giorno. Riciclare l'acqua Una delle principali innovazioni della casa consiste soprattutto nel sistema di raccolta e di riciclaggio dell'acqua, sviluppato dall'Istituto federale per la ricerca sulle acque (Eawag). L'acqua piovana raccolta sul tetto, filtrata e resa potabile grazie a un sistema di membrane, confluisce in un serbatoio trasparente di 200 litri. Un dettaglio che ha la sua importanza: "Abbiamo scelto di costruirlo trasparente perché in questo modo è più facile rendersi conto di quanta acqua viene consumata", spiega Macchi. Dopo essere stata utilizzata una prima volta, l'acqua viene riciclata in altre due cisterne poste sul retro della casa e impiegata di nuovo per la doccia o per risciacquare i gabinetti. Solo l'acqua sporca delle toilette finisce definitivamente nel serbatoio dell'acqua lurida. Grazie a questo impianto, una volta piena la cisterna iniziale di 200 litri basta a garantire acqua potabile per due settimane. A dire il vero, il sistema non è nuovo, poiché in alcuni edifici moderni esistono già dispositivi per riciclare l'acqua. "La differenza risiede soprattutto nel fatto che, contrariamente ai sistemi tradizionali, il nostro necessita di pochissima energia. In pratica l'acqua passa da un contenitore all'altro quasi esclusivamente con la forza di gravità", sottolinea Sandro Macchi. Quali applicazioni? Un'altra novità consiste nella grandezza dell'impianto: finora, infatti, i sistemi di riciclaggio erano piuttosto ingombranti. "È la prima volta che si riesce a costruirne uno così piccolo e ciò apre numerose piste. Ad esempio, si potrebbe pensare di utilizzarlo in città che crescono molto velocemente e dove le case non hanno la possibilità di essere allacciate alla rete idrica". Oltre ad essere un laboratorio per la sperimentazione delle nuove tecnologie, la casa potrebbe avere diverse applicazioni pratiche, essendo facilmente trasportabile in camion o in elicottero. "Inizialmente il nostro concetto era di costruire una casa che potesse ospitare dei ricercatori che devono soggiornare per un certo periodo in luoghi discosti", osserva Macchi. "Discutendo con la gente ci siamo però resi conto che le possibilità di impiego di una simile unità abitativa sono molte. Ad esempio potrebbe essere utilizzata come piccolo centro d'urgenza in zone colpite da catastrofi". di Grazia Zupi, 27/01/2010 Viewsonic Moviebook: un PMP che riproduce ogni tipo di video Viewsonic non è certo un nome che ci verrebbe in mente di citare. Ma forse qualcosa è destinato a cambiare nel giro di qualche mese. Ad aprile, infatti, verrà lanciato sul mercato Moviebook VPD550T, il nuovo PMP (portable media player) che, grazie alle sue caratteristiche, potrebbe rosicchiare qualche acquirente alle più rinomate Apple, Microsoft e Cowon. ![]() Il lettore è dotato di uno schermo LCD da 5 pollici, con risoluzione 800×480, realizzato con tecnologia touchscreen, con una grafica che ricorda un po’ quella dell’iPhone (il dock in basso è caratteristico della casa di Cupertino) e un po’ un cellulare HTC (il calendario al centro dello schermo). La memoria interna è di 8 GB ma è espandibile grazie allo slot per schede microSD; molto interessante la presenza di un’uscita HDMI, che ci permette di riprodurre filmati a 1080p su uno schermo esterno. Come dice il nome, il dispositivo punta quasi tutto sulla sua capacità di riprodurre filmati; in effetti, la varietà di formati video supportati è incredibile: DAT, MPG, MPEG, VOB, MP4, MOV, AVI, DVD Video, ASF, WMV, MKV, TS e RM/RMVB. Un bel risparmio di tempo se pensiamo alla necessità di convertire ogni film prima di caricarlo su iPod. Mediabook VPD550T, poi, è in grado di riprodurre musica (anche in questo caso, numerosi sono i formati supportati), visualizzare fotografie ed eBook e registrare tracce audio. Dalla Viewsonic garantiscono 20 ore consecutive di riproduzione musicale e 4 ore di video. Il modello VPD550T, top della gamma, verrà venduto a 199$. Saranno inoltre disponibili versioni base (senza HDMI o con schermo da 4 pollici) commercializzate a prezzi inferiori. Staremo a vedere come il mercato americano accoglierà l’ultimo arrivato tra i PMP. di Grazia Zupi26/01/2010 Gadget: Carl Zeiss, i favolosi Cinemizer I video-occhiali di Carl Zeiss permettono una perfetta visione di immagini e film, come un maxi schermo da 45”. Presentando gli occhiali Cinemizer, lo storico produttore di ottiche di alta qualità Carl Zeiss è andato oltre la consueta gamma di prodotti del suo settore di competenza. E lo ha fatto con cognizione, perché il prodotto è davvero interessante.
In auto il cellulare si sente di più
Chi si preoccupa per la propria salute per l'uso del telefono cellulare e le sue emissioni elettromagnetiche, farà bene ad evitare di utilizzarlo in automobile. Vi sarebbero infatti nuove evidenze del fatto che chi telefona mentre si trova a bordo di un automezzo, si sottopone ad una quantità di emissioni doppia rispetto a quella normale. In ambito urbano e all'aria aperta, nelle aree dove esiste una buona copertura di rete, in prossimità dell'orecchio dei pedoni si rileva un'esposizione alle onde elettromagnetiche che arriva fino a 14,9 V/metro, mentre con la stabilizzazione del segnale si arriva a 5,6 V/. In auto, per chi tiene il telefonino accostato all'orecchio, si arriva invece a 21 V/metro al picco, e quando si giunge alla stabilizzazione del segnale il valore è di 10 V/metro. In zone con scarsa ricezione, come in campagna, si può arrivare a valori più elevati, così come in autostrada, quando il telefonino durante il viaggio si sgancia da un'antenna per appoggiarsi ad un'altra.
di Redazione Chiavi addio, l'auto la mette in moto il telefonino
Telefonino sempre più onnipresente nella nostra vita: ora servirà anche ad aprire e mettere in moto l'auto. Ci hanno pensato Nissan, Sharp e Ntt Docomo, che hanno annunciato il primo terminale al mondo in grado di sostituirsi completamente alle chiavi della vettura. La tecnologia di base del nuovo terminale - battezzata Intelligent Key System - viene fornita dalla casa automobilistica Nissan, e permette di aprire le porte e azionare il motore mediante onde radio. Secondo il produttore, in Giappone sono state vendute circa 950 mila auto che utilizzano questa soluzione. La tecnologia Nissan è stata adesso trasferita sul cellulare, grazie alla collaborazione di colossi del settore come Sharp - che con i suoi terminali detiene oltre il 20% del mercato nipponico - e Ntt Docomo, primo operatore mobile del Paese. La nuova serie di telefonini per l'automobile, si apprende, sarà presentata ufficialmente durante il salone espositivo tecnologico Ceatec Japan 2008, che aprirà i battenti il 30 settembre nei padiglioni del Makuhari Messe, nella periferia orientale di Tokyo. Il debutto sul mercato dei nuovi cellulari, di cui non sono ancora stati svelati prezzo e caratteristiche tecniche, è previsto in Giappone per il prossimo aprile.
di Redazione
Quel robot non è umano ma vi versa l'aperitivo
Se serve una mano in casa, niente di meglio di Car-O-bot, l'ultimo robot in fatto di assistenti meccanici nelle faccende di tutti i giorni. Di mano ne ha davvero una sola, e con tre dita, questa macchina che stravolge un po' la concezione del robot dalle fattezze umane. Sviluppato all'Istituto Fraunhofer di Stoccarda, Car-o-bot è il prototipo di una nuova generazione di camerieri tecnologici ed è capace di prendere una bottiglia e versarne il contenuto con attenzione nei bicchieri, metterli su un vassoio e servirli con grazia agli ospiti. Tutto scivolando silenzioso tra i mobili di cucina e del soggiorno e facendo ogni cosa con una mano sola.
Discreto, ma non sordo, Car-O-bot è controllato grazie a un touch-screen, ma risponde anche a comandi vocali. "Al contrario dei suoi predecessori - dice Graf - gli si possono impartire istruzioni a voce, o gli si può semplicemente fare un gesto". Nel database del robot sono memorizzati numerosi attrezzi da cucina, ma se siete un fan del wok e il vostro cameriere meccanico non sa cos'è, basta che gliene mettiate in mano uno, in modo che lui lo possa toccare e da quel momento in poi riconoscere. Questo maggiordomo alto un metro e 45 è perfetto anche perché non ha fattezze umane e se lo si tratta duramente o con distacco non ci si sente in colpa. "Car-o-bot è stato disegnato apposta in modo da non ricordare un essere umano - ha detto Graf - volevamo qualcosa di diverso da tutti i precedenti". Chi è ancora spaventato dai replicanti di Blade Runner, col nuovo robot si sentirà più tranquillo.
di Grazia Zupi La ricerca IT soffia sul web fotonico da 640 Gbps
L'Università di Sydney sta sviluppando una sorta di switch - già definito fotonico – in grado di spingere la trasmissione dati su web a 640 Gbps. Il Centre for Ultra-high bandwidth Devices for Optical Systems (CUDOS) dell'istituzione accademica autraliana è certa che l'implementazione di questo sistema consentirà di rendere le reti 100 volte più veloci, senza costi aggiuntivi per gli utenti.
Al momento si tratta di un progetto scientifico, non ancora trasferibile sul mercato. Inoltre, è bene ricordare che un eventuale network "fotonico" richiederebbe l'installazione di terminazioni ottiche: una soluzione difficilmente implementabile in ambito domestico, se non a costi piuttosto onerosi.
di Redazione, Maggiori info Sony TV: nel 2009 il primo FED
Sony lancerà il prossimo anno il primo televisore con tecnologia Field Emission Display (FED). Secondo il quotidiano Nikkei, si tratterà di un 26 pollici completamente realizzato dalla sussidiaria Field Emission Technologies (FET).
Le soluzioni FED consentono migliori prestazioni rispetto a LCD e Plasma. Gli esperti, infatti, confermano la possibilità di produrre schermi più sottili, ridurre notevolmente i consumi energetici e disporre di un livello di contrasto ancora più elevato.
A tutti gli effetti si tratta di una tecnologia simile a quella dei Surface-conduction Electron-emitter Display (SED). Le immagini vengono generate da cannoni elettronici di nanotubi di carbonio che bombardano una superficie di fosfori. Ogni cannone è posizionato dietro a un punto di fosforo che emette luce ogni volta che viene attraversato da elettroni. Le particelle vengono generate tramite un processo denominato "field emission".
Potenzialmente i FED potrebbero essere più economici da produrre, poiché dispongono di un minor numero di componenti. L'unico difetto riguarda la complessità del processo produttivo. Le stesse Canon e Toshiba hanno tentato di lanciare prodotti analoghi (SED), ma la roadmap che prevedeva una commercializzazione per la fine del 2007 è completamente saltata. I segmenti di riferimento delle soluzioni FED, secondo Sony, saranno quello medicale e quello broadcasting.
di Grazia Zupi
Il futuro del mouse? L'estinzione
Un pulsante, due pulsanti, tre pulsanti, quattro pulsanti. Con la rotella, con il sensore ottico, con il sensore laser, con la trackball. Bianco, giallo, verde, fucsia, fluorescente, trasparente. Rotondo, quadrato, largo, piatto, alto, basso. Per mancini, per destrorsi, per entrambi. Da usare sott'acqua, nel Sahara o sull'Everest. Mini, midi, maxi, extra, ergonomico o stravagante. Di che cosa si parla? Di mouse naturalmente. Il dispositivo che la leggenda vuole Apple abbia rubato a Xerox, in cui all'inizio in pochi credevano e che oggi è utilizzato su praticamente tutti i computer desktop esistenti. Della sua estinzione ora parlano in tanti come Thom Holwerda su OSNews, il cui articolo è di ispirazione per chi il problema del futuro del mouse vuole porselo ("One button, two buttons, three buttons, ten million buttons. Beige, black, white, red with polka dots. Glow-in-the-dark, see through. Right-handed, left-handed, both. Vertical for RSI patients, trackballs for weirdoes like myself, Applès puck mouse for sado-masochists").
L'analista Steve Prentice di Gartner Research citato da Holwerda è sicuro: l'era del mouse sta per concludersi. Il futuro, secondo Prentice, non è tanto e solo la tecnologia multitouch, quanto i sistemi di controllo neurale come quelli di Emotiv Systems.
Sui dispositivi ad elettroencefalogramma Prentice, spiega a OSNews: "Avete a disposizione qualcosa che è molto geek che nasce in ambito medico ma che è stato portato sui vostri divani ad un modico prezzo di 300 dollari e che è diventato il dispositivo lo voglio anch'io". Per l'analista i mouse verranno abbandonati entro quattro anni.
Roger Kay, presidente di Endpoint Technologies, ha una visione simile ma a tratti differente. Secondo Kay, nel futuro i mouse sono destinati a scomparire, ma non si tratta di un passaggio così vicino in quanto non è sufficiente introdurre nuove tecnologie per far cambiare le abitudini degli utenti: "Penso che l'interazione naturale sia la via in cui lavorare; tuttavia, molta gente non ha la necessità pratica di usufruirne e quindi si ritorna alle vie tradizionali di input ed output".
Il futuro dei dispositivi di input rimane aperto. Ogni giorno compaiono prototipi di nuovi device, non ultimo il sistema di controllo con la lingua sviluppato al Georgia Institute of Technology. E le sperimentazioni accademiche e commerciali in quest'ambito si sprecano, raccogliendo spesso pochi successi e molti flop. Ad ogni modo, come già fatto notare dagli analisti, alla fine a prevalere non sarà il dispositivo più "geek", quanto il dispositivo di cui si ha davvero bisogno.
di Grazia Zupi Roadrunner, il supercomputer con la PlayStation nel cuore
Un team di scienziati dell’IBM, sotto contratto per le forze armate americane, ha costruito Roadrunner, il supercomputer più veloce del mondo, in grado di effettuare di 1.026 quadrilioni (un Petaflop, cioè un milione di miliardi) di operazioni al secondo utilizzando gli stessi processori Cell che sono alla base della console PlayStation 3 di Sony.
Roadrunner ha battuto il precedente record di calcolo che apparteneva a Blue Gene ed era pari a “solo” 360 teraflops (cioè meno di un terzo). Per gli scienziati, la barriera del Petaflop rappresenta un successo estremamente ambizioso, raggiunto per altro in anticipo su quelle che erano le previsioni. Con Roadrunner sarà possibile effettuare calcoli complessissimi in un tempo estremamente ridotto. Secondo la National Nuclear Security Administration, infatti, se tutti i sei miliardi di abitanti della Terra utilizzassero delle calcolatrici 24 ore al giorno, tutti i giorni, impiegherebbero 46 anni a fare quello che Roadrunner può fare in un solo giorno.
Tra i primi utilizzi per Roadrunner ci saranno progetti scientifici come lo studio dei cambiamenti climatici, anche se l’obiettivo principale per cui è stato costruito è la valutazione corretta del funzionamento dell’arsenale di armi nucleari americane: il computer sarà infatti in grado di simulare il comportamento delle testate atomiche nelle frazioni di secondo immediatamente successive all’esplosione. Con ogni nuova evoluzione dei supercomputer, gli scienziati stanno arrivando sempre più vicini a simulare la realtà fisica: negli ultimi 11 anni la potenza di calcolo è aumentata più di mille volte e IBM ha già individuato il prossimo obiettivo, cioè l’Exaflop (un miliardo di miliardi di calcoli al secondo), poi lo Zettaflop, lo Yottaflop e lo Xeraflop. La rivoluzione di Roadrunner, però, è che fino ad oggi le nuove scoperte del supercomputing andavano successivamente a potenziare le tecnologie dirette ai consumatori. Il nuovo supercomputer di IBM rappresenta la prima volta che questa tendenza si inverte e una tecnologia nata per i consumatori viene in seguito utilizzata anche a livello industriale/militare.
Qualche anno fa, in realtà, un sistema installato in un laboratorio giapponese ha superato il PetaFLOP al secondo di potenza computazionale, tuttavia il sistema non potè entrare nella classifica Top500 List perché progettato esclusivamente per compiti specifici e pertanto non in grado di eseguire il benchmark Linpack utilizzato come riferimento per la graduatoria.
di Grazia Zupi
Samsung SCH-W510 e F268, due nuovi telefonini eco-compatibili
Queste le principali caratteristiche attestate al Samsung W510: display da 2.1″ TFT LCD (262.000 colori e 240×320 pixel); fotocamera da almeno 2 Megapixel con video; supporto multimediale ai file audio (MP3, AAC, WMA) e video (MPEG4, 3GP); connettività con Radio FM, Bluetooth 2.0, WAP, USB, TV (?); supporto per microSD.
L’ F268 si tratta invece di un telefonino tri-band GSM con un display da 2.1 pollici TFT (262.000 colori e 240×320 pixel), una fotocamera da 2 Megapixel con video, il Media player (che supporta MP3, AAC, WMA, MPEG4 e 3GP), la radio FM, Bluetooth 2.0, WAP browser, USB e supporto per microSD.
I due dispositivi saranno immessi sul mercato coreano in questo mese. Per il momento, non è dato sapere se e quando arriveranno in Europa.
di Grazia Zupi
DoCoMo: telefonerete con gli occhi
Ma chi l'ha detto che la tecnologia da indossare deve avere solo applicazioni militari? Il wearable computing sarà anche una delle frontiere più di moda tra gli stati maggiori degli eserciti all'avanguardia, nondimeno c'è chi come la società giapponese di telefonia NTT DoCoMo pensa a tutt'altro genere di impieghi, come quello di far comandare con lo sguardo i gadget elettronici più diffusi
di Grazia Zupi
Infosys: cellulari in grado di proiettare ologrammi dal 2010P
Queste meraviglie della tecnologia contemporanea (e futura) saranno in grado di catturare e proiettare immagini 3D olografiche, così come di inviare quelle immagini a un dispositivo terzo. Infosys, in una dichiarazione rilasciata alla stampa, sostiene che per il 2010 i telefonini potranno normalmente proiettare film 3D, videogiochi, e oggetti e troveranno particolare applicazione nel mondo degli affari, dell’insegnamento e della medicina.
Tutti i cellulari in grado di creare tali ologrammi si serviranno degli algoritmi di Fourier, un algoritmo molto efficiente che trova diverse applicazioni nel trattamento digitale dei segnali, nel costruire filtri digitali, e in grado di calcolare la terza dimensione). Per creare quegli effetti che tutti abbiamo ammirato in Star Wars, e, per dare alle immagini una terza dimensione senza perdita di informazione, i cellulari dovranno implementare processori molto potenti e batterie in grado di resistere a un consumo molto corposo di energia. Aspettiamo di saperne di più dall’India.
di Grazia Zupi [Credits: Infosys News]
Un mini-frigorifero nel computer per renderlo più piccolo e potente
Ricercatori Usa hanno ideato un nuovo sistema per raffreddare laptop e pc "Migliorano le prestazioni e le macchine potranno rimpicciolirsi ancora"
Un po' di fresco aiuta a chiarire le idee e a pensare meglio. Vale anche per i computer: sempre più potenti, sempre più accessoriati, ma anche sempre più caldi. Fattore non irrilevante, che arriva a rallentarne velocità e prestazion.
di Grazia Zupi
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