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La realtà aumentata sbarca sul telefonino

La realtà aumentata è una particolare estensione della realtà virtuale che consiste nel sovrapporre alla realtà percepita dal soggetto una realtà virtuale generata da un software la percezione del mondo dell’utilizzatore viene “aumentata” da oggetti virtuali che forniscono informazioni supplementari sull’ambiente reale. Non si tratta di fantascienza, anzi, ora grazie a Layar è a disposizione in una nuova versione gratuitamente per iPhone e per telefonini Android! Volete capirne di più prima di scaricarla sul vostro iPhone? Ecco il video!

 

 

 

di Redazione, 10/3/2010

 

 


 

Microsoft ha sviluppato un nuovo sistema multi-tocco, che ha chiamato Mobile surface. 

 

Microsoft ha svelato i suoi piani per sviluppare un nuovo concetto di interfaccia multi-touch da applicare a dispositivi portatili. Mobile Surface, questo il suo nome, combina una webcam ed un proiettore per creare un´interfaccia multi-touch da un dispositivo di piccole dimensioni come potrebbe essere uno smartphone. A differenza della soluzione Surface basata sullo schermo da tavola, questa nuova tecnologia sfrutta il 3D e permette anche l´interazione a distanza sia rispetto alla superficie che alla webcam.


Al momento non è chiaro quanto Microsoft sia vicina a poter produrre sistemi Mobile Surface seppure le soluzioni Surface sono passate immediatamente dallo stadio prototipo a quello effettivo di commercializzazione ed in seguito installate presso gli store AT&T, in hotel ed in altri spazi pubblici. La versione mobile potrebbe aprire le porte ad uno svariato numero di possibilità e sicuramente a rendere i dispositivi basati su Windows Phone 7 o Zune davvero differenti dagli altri. Addirittura questi potrebbero essere integrati con Project Natal per offrire un´interfaccia di comunicazione con i videogiochi di futura generazione.

di Redazione, 8/3/2010


ALL MODE PHONE by Onda

Onda Communication si prepara a lanciare sul mercato l'innovativo ALL Modem Phone, un prodotto innovativo concepito per una clientela giovane che integra i concept dei più famosi lettori multimediali presenti dei negozi. In soli 70 grammi di peso il dispositivo integra un modem GSM/GPRS/EDGE/UMTS/HSUPA con una velocità massima di 7.2 Mbps in download e 2.0 Mbps in upload e un lettore MP3 dotato di tecnologia Bluethooth stereo per consentire l'utilizzo delle cuffie senza fili.

                                                           

ALL Modem Phone è un dispositivo in grado di leggere la posta elettronica ed effettuare chiamate utilizzando i contatti memorizzati al suo interno ed è dotato di una memoria di 4 GB espandibile con schede microSD. ALL Modem Phone sarà disponibile presso tutti i rivenditori autorizzati Tim a partire dalla prima settimana di dicembre 2008 ad un prezzo consigliato al pubblico di 199 euro.


Un controller con sensore di movimento dalla precisione millimetrica

“La tecnologia è di proprietà di Sixense e potrebbe arrivare su tutte le piattaforme.”

 Un controller che riproduce perfettamente i movimenti dei giocatori. È la promessa che fa Sixense con TrueMotion 3D, nuova tecnologia che potrebbe arrivare in futuro su tutte le piattaforme. TrueMotion 3D opera attraverso un campo magnetico che consente di rilevare la posizione delle mani del giocatore nello spazio.

 

TrueMotion 3D aggiorna la posizione nella simulazione ogni 10 millisecondi e vanta una precisione al millimetro. Produttori di prima fascia come Activision ed Eletronic Arts, sencondo voci non confermate ufficialmente, starebbero già lavorando con Sixense per lo sviluppo di videogiochi basati su questa tecnologia.

Wii remote non è in grado di assicurare un livello di precisione paragonabile a quello di TrueMotion 3D. L'introduzione dell'add-on MotionPlus, tuttavia, porterà a un balzo avanti in questa direzione. Il video presente in questa pagina mostra il funzionamento di TrueMotion 3D. Sul sito ufficiale di Sixense sono presenti altri video.

di Rosario Grasso


Il telefonino si carica ballando, con il Dance Charge di Orange 

Il telefonino si carica ballando, con il Dance Charge di OrangeNel Regno Unito la compagnia telefonica Orange ha svelato una innovativa fascia da braccio che consente di caricare la batteria di telefoni cellulari e lettori MP3 con il semplice movimento cinetico. Per assicurarsi un'autonomia di funzionamento praticamente infinita, è sufficiente indossare la fascia Dance Charge di Orange durante una lezione di aerobica o di jogging. L'energia elettrica prodotta viene immagazzinata in una batteria, che può essere collegata all'occorrenza al cellulare.

Dance Charge è stato messo a punto dalla GotWind, azienda specializzata nella realizzazione di accessori atti a produrre energia elettrica in modo ecologico e curioso, ha un peso di 180 grammi ed incorpora una batteria aggiuntiva per immagazzinare l’energia quando il cellulare non è collegato.Orange ha prodotto un numero limitato di Dance Charge, che saranno testati nel corso dell'estate prima di arrivare al lancio commerciale del prodotto. 

Fonte: Orange News 


Celle a combustibile, il MIT rilancia

 

Le batterie a celle di combustibile al metanolo rappresentano una delle speranze future per l'alimentazione di apparecchi elettronici portatili, da cui il pubblico cerca sempre maggiore autonomia. I punti deboli sono il costo e la scarsa efficienza, ma ora grazie ad una ricerca del MIT sarà possibile inserire in fase di costruzione una particolare membrana, parte essenziale della batteria che la renderà più economica e che ne incrementerà la potenza del 50 per cento, riducendo al contempo il consumo di combustibile.

La membrana sviluppata al MIT

Secondo Robert Savinell, ingegnere chimico della Case Western Reserve University di Cleveland, la densità energetica di tali batterie è "comparabile alle migliori batterie ad alto rendimento". Non solo: pesano molto meno e anche per questo rappresentano una promessa per gli apparecchi portatili. In campo militare hanno ancor più da offrire, in quanto portare al seguito qualche contenitore di metanolo per rifornirle è fisicamente meno pesante che non avere con sé un elevato numero di batterie di scorta.

Gli alti costi che fino a oggi ne hanno scoraggiato la diffusione
sono dovuti alla particolare membrana interna, realizzata con un
polimero molto costoso e - tra l'altro - in grado di sfruttare il combustibile con poca efficienza. Proprio su questo dettaglio è intervenuta la ricerca del MIT che, per mano dell'ingegnere chimico Paula Hammond, ha risolto gran parte dell'
impasse con una speciale membrana, fatta di vari strati di polimeri, le cui proprietà elettrochimiche sono sintonizzabili con grande precisione proprio per evitare spreco di combustibile.

Savinell sottolinea che l'ingegner Hammond ha così risolto un problema che i chimici stavano tentando di superare da anni. In pratica, nella batteria da un lato della membrana il metanolo viene "derubato" di protoni ed elettroni. I protoni attraversano la membrana e, dall'altro lato, si combinano con l'ossigeno formando acqua. Gli elettroni, invece, a cui è impossibile attraversare la membrana, vengono incanalati all'esterno e impiegati come corrente elettrica.

Nello svolgimento di questo processo la membrana resta bagnata: in acqua il metanolo è estremamente solubile e le membrane convenzionali per celle a combustibile lo assorbono, lo lasciano passare e lo sprecano, rendendo tra l'altro il catodo maggiormente
ossidato e meno efficiente
.

"Tutti si preoccupano dell'attraversamento del metanolo", dice
Merlin Bruening, chimico dell'Università del Michigan. La ricerca ha infatti tentato molti approcci per migliorare questa tecnologia e in particolare le membrane, quasi senza successo. "La sfida è proprio quella di mantenere stabilità e conducibilità per i protoni, riducendo il deflusso di metanolo", continua Bruening.

Le nuove membrane ideate dal MIT vengono costruite con una particolare tecnica, detta assemblaggio
layer-by-layer (livello per livello). Si inizia con una membrana normale, sottilissima; quindi si immerge in una soluzione acquosa di polimero carico positivamente, quindi in una di polimero carico negativamente. Il processo continua alternandosi, sino alla stratificazione desiderata. Il risultato è "un dorso polimerico che resiste all'attraversamento del metanolo pur lasciando passare i protoni", spiega Paula Hammond.

In cifre, con la novità introdotta dal MIT lo spessore della membrana è di
100 nanometri (0,0001 millimetri) rispetto ad una membrana "convenzionale" che è spessa 50 micrometri, cioè 0,05 millimetri. L'attraversamento di metanolo è risultato di due ordini di grandezza inferiore e la potenza erogabile dalla batteria maggiore. Il metanolo è stato scelto per alcune sue particolari doti, tra cui l'essere liquido e di scarsa infiammabilità: "Una fonte intensa, sicura da portare al seguito", spiega l'ingegner Hammond.

Dunque, un altro
passo importante verso la rivoluzione delle batterie, verso l'adozione di sistemi innovativi di generazione dell'energia che, se da un lato minacciano i produttori di caricabatterie e le batterie tradizionali, dall'altro promettono dimensioni ridotte, leggerezza ed autonomia sinora impensabili, di grande interesse in special modo per il mercato dell'elettronica portatile. <

In
questo video del MIT, un ingegnere illustra la manipolazione del film sottile di cui sono costituite le membrane.

 



 
  
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