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TAG L'evoluzione tecnologica cammina velocemente. Un anno è appena trascorso da quando abbiamo scritto del Qr Code, una piccola rivoluzione alla quale contribuì per primo in Italia il settimanale Panorama il quale nel numero in edicola (n.6 del 3/2/2011) anticipa ancora una volta tutti con l'uso del nuovo e più veloce codice TAG.

 

TAG-Color Questo il logo del nuovo software che ci permetterà collegamenti alla rete più veloci e stabili. Il codice Tag è un' innovativa tecnologia per accedere ai contenuti on-line tramite un terminale mobile di ultima generazione, dotato di connessione dati ad Internet. Il Tag è colorato e personalizzabile e permette di collegarsi alla rete molto più in fretta del Qr.  Per comodità, vi riportiamo, qui di seguito, tutte le spiegazioni per entrare in questo mondo, tratte da Panorama:


TAG-Panorama  Il sistema identifica automaticamente il tipo di telefonino di cui siete in possesso. In alternativa è possibile sceglierlo in base alla marca. Qualora il modello di dispositivo non fosse presente, è possibile scaricare e installare il software standard. Una volta cliccato il collegamento relativo al proprio modello di cellulare in alcuni secondi il Tag reader verrà scaricato e si auto installerà sul telefonino. Non sarà necessario collegare il cellulare al computer. Per i modelli Apple sarà possibile trovare il reader direttamente all’interno di Apple Store digitando le parole «Tag reader» nel campo di ricerca specifico per la navigazione dal cellulare.

INQUADRA - SCATTA - SCOPRI
Ora accedere ai contenuti speciali legati ai servizi di Panorama è semplice. Basta cliccare sull’icona del programma Tag reader che si è auto installato sul telefonino e in pochissimi secondi si apriranno il video, il sito o il contenuto che ci interessa.

RISPOSTA IMMEDIATA
Circa 1 secondo: è questo il tempo che impiega un cellulare, dopo avere inquadrato il Tag, a leggerlo per poi navigare verso il contenuto (video, sito internet, sondaggio) legato al codice.

 

Per scaricare il il piccolo software, in formato .cab, per i terminali che hanno a bordo il sistema operativo Windows Mobile, oppure per tutti gli altri sistemi operativi: Android, iOS di Apple, BlackBerry e Symbian, questo è l'URL.

 

di FraMed, 2/2/2011

 


 

GoogleTraslateLa nuova versione Android del noto traduttore ascolta le conversazioni vocali e rilegge ad alta voce le frasi decifrate. In maniera praticamente istantanea.

 

Dopo aver introdotto la possibilità di tradurre la parole di un testo inquadrato con la fotocamera dello smartphone, che fonde il riconoscimento OCR di Google Goggles con il noto servizio in linea Google Translate, il colosso di Mountain View torna a puntare sull'input vocale per migliorare l'interazione uomo-macchina e abbattere le barriere linguistiche.

La nuova funzione inserita nel recente aggiornamento mobile di Google Translate usa il microfono del dispositivo per tradurre la conversazione in una diversa lingua. Nella prima fase l'applicazione ascolta le parole scandite dall'utente, alla maniera di software come Dragon. Il dettato viene convertito in testo, tradotto, e letto ad alta voce dal programma che può gestire un botta e risposta tra due persone, in tempo reale.

Per avviare l'interprete robotico è sufficiente selezionare la lingua da convertire, premere sull'icona del microfono e iniziare a parlare. Ovviamente l'applicazione utilizza l'accesso ad un server remoto per riconoscere e convertire il parlato, quindi richiederà una connessione sempre attiva. Per farsi un'idea di come viene gestito un tipico dialogo tra turisti che parlano idiomi differenti, basta osservare il video della dimostrazione pubblica avvenuta all'IFA di Berlino, lo scorso settembre.

Attualmente è possibile utilizzare la nuova modalità conversazione soltanto per tradurre tra inglese e spagnolo, ma nel prossimo futuro la lista delle lingue supportate arriverà a 15. Come sempre, quando si tratta di funzioni mobile progettate direttamente da Google, i primi a beneficiare dell'innovazione sono i dispositivi equipaggiati con il sistema operativo Android. Forse si tratterà di una esclusiva solamente temporanea, ma per ora tutti gli altri dovranno accontentarsi del normale traduttore simultaneo testuale.

 



di Roberto Pulito, 15/1/2011

 


 

applelogo  Apple: CPU multi-core per i dispositivi mobili? Apple è alla ricerca di ingegneri esperti di micro-architetture per CPU. Le nuove figure professionali lavoreranno fuori dai laboratori di Cupertino.

 

Così come per molte offerte di lavoro già pubblicate, questa non strizza l’occhio ai prodotti desktop ma a quelli mobile, dal momento che l’attenzione sembra essere focalizzata sulla “energia, temporizzazione della velocità di clock, e area chip”. L’azienda ha anche un altro annuncio di lavoro pubblicato ad Aprile, molto simile a questo.
Apple-Bi-Core
L’architettura dei processori A4 utilizzati in iPad, iPhone ed iPod touch beneficia di alcune personalizzazioni pur rimanendo una ARM Cortex-A8, la stessa utilizzata dai dispositivi Android di Samsung e dagli altri competitor. Nonostante l’acquisizione di PA Semi ad aprile 2009, Apple pare non aver ancora utilizzato i talenti acquisiti per lavorare alla realizzazione di un’architettura davvero significativamente diversa: si tratta solo di adattamenti. Sembrerebbe più roba da Intrinsity, l’azienda acquisita da Apple ad Aprile 2010 e specializzata nell’ottimizzazione di processori per dispositivi mobili (nel 2009 ha aiutato Samsung ad ottimizzare il suo Galaxy S per Android sul fronte del consumo energetico e delle performance).

Per quest’anno non ci si aspetta che Apple tiri fuori dal cilindro un nuovo processore, bensì l’adozione dei nuovi ARM Cortex-A9 su iPod touch, iPhone e iPad con l’uso di processori dual-core (ammesso che calore e dimensioni lo consentano). Apple non sarà l’unica ad utilizzare tale architettura: LG con il suo Optimus 2X e RIM per il BlackBerry PlayBook sono sulla stesso sentiero. Il nuovo anno è appena iniziato e sicuramente ne vedremo delle belle.

 

di FraMed, 2/1/2011

 


 

Vi presentiamo un'anticipazione, un concept,  di HP nel campo della telefonia mobile

HP-MobileConcept

Non sappiamo se entrerà mai in produzione questo concept voluto da HP ma, se mai lo sarà, rivoluzionerà, e non poco, il mercato della telefonia mobile per come fece tre anni addietro l'iPhone. Dalle foto il terminale sembra molto massiccio, ma potrebbe pure starci, considerate le avveniristiche dotazioni. Stando ai rumors, però, al momento ne viene ipotizzato l'uso esclusivamente interno alla HP per la manutenzione dei server che produce e vende. Staremo a vedere se i rumors sono infondati.

di Redazione, 22/4/2010

 


 

Sharp metterà in commercio schermi 3D per i telefonini

Sharp ha dichiarato cha da quest'anno inizierà la produzione di schermi 3D, che non hanno bisogno di occhiali speciali,  per i telefonini  ed anche per altre tipologie di terminali mobili.

 

logosharp

 

Un rafforzamento della domanda per schermi di piccole dimensioni è importante per i produttori giapponesi di Lcd che hanno sofferto una forte contrazione delle vendite di cellulari nel mercato domestico.
Sharp aveva già lanciato qualche anno fa dei cellulari e dei Pc con schermi che permettevano agli utenti di visualizzare immagini in 3D senza occhiali, non ottenendo un buon consenso a causa delle dimensioni, della scarsa luminosità e della mancanza di contenuti 3D.
Sharp ha poi sviluppato schermi tattili più luminosi, sottili e con una migliore risoluzione.
"Nell'era 2D, i contenuti e le infrastrutture si sono spostate dai cinema alle case, e dalle case ai dispositivi mobili", ha detto oggi in una conferenza stampa Yoshisuke Hasegawa, alto dirigente della Sharp.
"Pensiamo che la stessa cosa succederà con il 3D. Le immagini tridimensionali stanno popolando i grandi schermi ma sono pronte ad invadere i terminali mobili".
Panasonic e Samsung hanno già distribuito dei modelli 3D, mentre Sony ha intenzione di lanciare le televisioni tridimensionali a partire da giugno.
Ma gli analisti hanno detto che la necessità degli occhiali potrebbe rallentare l'adozione da parte dei consumatori di questa tecnologia.
L'elettronica mobile che permette agli utenti di visualizzare immagini 3D senza occhiali speciali è già in commercio da diverso tempo, in quanto la tecnologia sottostante è più semplice perché gli utenti dei dispositivi portatili tendono a guardare gli schermi da una distanza e da una prospettiva fissa.
Anche la giapponese Nintendo ha annunciato il mese scorso che lancerà un nuovo modello della console DS per il gioco in 3D senza bisogno di occhiali speciali.

 

di Redazione, 3/4/2010 [VIA]

 


Touchscreen? Quello di iPhone è ancora il migliore

  

Il MOTO Development Group ha rifatto, a distanza di poche settimana, il test sui touchscreen dei telefonini che sono fra i più venduti in America, ma usando in questa sessione un macchinario robotizzato. Ancora una volta il prodotto Apple, l'iPhone è risultato il migliore fra tutti.

Il primo test era stato fatto manualmente ed era stato oggetto, proprio per questo, di critiche sulla sua attendibilità.

MOTO Development Group lo ha rifatto a distanza di poco tempo, effettuandolo in maniera automatica, senza l'intervento umano, per evitare critiche. In questa tornata MOTO D.G. ha testato gli schermi dell'Apple iPhone, del Motorola Milestone, dell'hTC Droid Eris, del Palm Pre, del  Blackberry Storm e del Google Nexus One.

Anche questa volta l'Apple è risultata la vincitrice col suo iPhone che ha dimostrato ancora una volta d'avere lo schermo capace di reagire con maggior precisione e sensibilità simulando varie tipologie di tocco: leggero, medio e pesante. Un chiaro ed evidente vantaggio sulla concorrenza.

Nella piazza d'onore troviamo l'Eris e il Nexus One, risultati che decretano la buona costruzione di casa hTC.

A distanza di tre anni, che in campo informatico sono una vita, la qualità costruttiva dei materiale scelti da Apple per il suo unico telefonino, si sono dimostrati vincenti e incuranti del tempo passato.

 

Lab-Moto

 

di FraMed, 25/3/2010



Quando dicono che l'America è vent'anni avanti molte volte esagerano. Spesso sono le classiche americanate. Nel versare l'ammontare di un assegno in banca NO!

In Italia farsi pagare un assegno bancario (e per amor Patrio stendiamo un velo pietoso su quelli delle Poste italiane di cui si è stato fatto tale scempio che ormai non li vuole più nessuno) bisogna andare allo sportello con un documento d'identità personale (meglio due), codice fiscale, e farsi inserire nel loro database. Quindi se avete più assegni, ma di banche diverse, bisogna fare la stessa trafila per ognuna di esse. Vedete un po' cosa si sono inventati sti' americani.



In Europa arriverà di certo. Speriamo d'averlo anche in Italia.

di FraMed, 24/3/2010
 

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