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EFF lancia allarme impronte digitali sul Web I dati preliminari del progetto Panopticlick sono allarmanti: chi naviga sul Web è schedabile in poche mosse. I dati definitivi a luglio al Privacy Enhancing Technologies Symposium di Berlino. ![]() Proprio mentre deflagra la bomba dei dati Wi-Fi raccolti per anni per errore da Google, mentre fotografava in giro per Street View, Electronic Frontier Foundation (EFF) lancia unn nuovo allarme privacy. Il Web è un Panopticon? Si direbbe di sì dai dati d’anteprima del progetto Panopticlick. I dati definitivi verranno presentati a luglio in occasione del Privacy Enhancing Technologies Symposium (PETS 2010) di Berlino. Ma i dati preliminari sono già eloquenti: gli utenti online che navigano in Rete lasciano impronte digitali che possono essere sfruttate per identificarle. Secondo Electronic Frontier Foundation (EFF), l’84% delle configurazioni combinate presenti sulle macchine degli utenti è unico come il Dna. E può essere tracciato da malintenzionati, e messo a disposizione esperti di advertising e siti web. Esistono valori e caratteristiche specifiche associate ad ogni software di navigazione che, nel momento di accesso a un sito web (User Agent, header di accesso su HTTP, dettagli sui plugin installati, fuso orario, dimensioni e profondità di colore del desktop, font di sistema, cookie e “supercookie” attivi), sommati insieme, di fatto identificano in maniera univoca un utente dall’altro. Come il Dna o un’impronta digitale. [VIA], 20/5/2010 | |||||
Negli Usa hanno riscoperto le punizioni corporali per i ragazzi delle scuole, ormai troppo arroganti e prepotenti, e così una cittadina di appena 600mila abitanti ha deciso di tornare alla pratica della bacchetta su richiesta di alcuni genitori, convinti che solo i vecchi metodi educativi possano garantire ordine e rispetto. ![]() E da quando lo scudiscio è tornato in auge nelle 14 scuole della città, il comportamento dei ragazzi è migliorato sensibilmente anche se finora pare sia stato usato solo su uno studente. Chi gli abbia somministrato la dose di legnate non è detto, né la quantità, né la posologia, ma il risultato sembra lusinghiero. In ogni caso le punizioni corporali sono legali in 20 Stati americani, soprattutto nel Sud, benché il loro utilizzo è in diminuzione. L’Ohio ci ha rinunciato l’anno scorso e una sottocommissione della Camera, guidata dalla democratica Carolyn McCarthy, sta facendo in modo che vengano vietate del tutto e ovunque. Tuttavia non bisogna dimenticare che i gesuiti per insegnare usavano con assoluta disinvoltura questa pratica, ottenendo risultati meravigliosi, se è vero che nel latino, greco e ebraico erano maestri in tutto il mondo. Con ogni probabilità si otterrebbe molto di più, e con notevole risparmio di denari, se al posto di tutti i ritrovati didattici più innovativi, e pure della pedagogia del permissivismo, si rispolverasse la mitica bacchetta, di salice preferibilmente. Come si capisce giochiamo su questa notizia americana, ma se il papà di quella signorina italiana quattordicenne, che mandava le sue foto nuda sul cellulare dei compagni e no in cambio di una ricarica telefonica, avesse usato la cinghia alle minime sbandate autonomistiche, forse non si sarebbe visto arrivare i carabinieri a casa e nemmeno una denuncia per non avere protetto la minore. Anche questo fenomeno sembra in espansione, quello di sfruttare gli istinti sessuali dei compagnetti per fare soldi, come riporta un sito internet di studenti. Altre ragazzine infatti sarebbero pure disposte a ben altre performance pur di comprarsi vestiario griffato, permettersi onerosi lussi e pure qualche dose di fumo. Non ci solleviamo a moralisti, ma la società sta cambiando e siccome la scuola è il suo specchio, i recettori più sensibili sono proprio i ragazzini in età evolutiva che, cercando modelli cui adeguarsi, si rifanno ai loro miti televisivi e se il loro invito è: Dalla!, la danno, con buona pace delle famiglie che ancora tengono al decoro. In questo guado però ci sono pure i professori che, tra la Scilla della società e la Cariddi della scuola, spesso fanno affondare la nave odissea e permettono che nella loro classe ben 16 ragazzi si alzino dal posto, si mettano in cerchio attorno a due bulletti per nascondere il sesso orale cui hanno costretto una loro compagna. Non si sarebbe accorto di nulla perché interrogava, ha detto il professore di francese, ma una diecina e più di banchi vuoti sono inammissibili, insieme al fatto che durante le interrogazioni, che è il momento più importante della intera attività educativa, tutti devono stare attenti e nessuno può fare i cavoli (o altro ortaggio nel caso specifico) propri. Ma non finiscono qui le notizie singolari che pervadono il mono della scuola e in modo particolare quello dei ragazzi che la frequentano. In una scuola del nord Italia si è creata una ronda di 18 studenti, come quelle del mito leghista per le città, chiamata “Squadra S.O.S.”, dove l’acronimo sta per “Supporto alle Operazioni di Soccorso”. L’idea pare sia partita addirittura dal preside che, a occhio e croce, dovrebbe essere di origine siciliana, a dimostrazione che quando emigriamo sappiamo superare i migliori maestri, scavalcandoli a piè pari. E infatti dopo qualche perplessità, nata dalla sua idea, tutti: alunni, docenti e genitori, sono rimasti entusiasti e addirittura sono partite moltissime candidature per avere un posto di privilegio nelle squadre S.O.S. Per la scuola, ha detto il dirigente, si tratterebbe di uno strumento in più per prevenire possibili casi di bullismo o semplici intemperanze che possono accadere durante la ricreazione. Sembra tuttavia che casi di bullismo conclamati non ce ne siano più stati, proprio perché la strategia della ronda sarebbe quella di coinvolgere i ragazzi più disinvolti e irrequieti alla vita della scuola. E se non riescono a coinvolgere i bulli, cosa faranno queste squadre? Sono dotate di strumenti particolari, come quelle più famose dei leghisti padani? Sinceramente ci sembra una sciocchezza, anche perché l’unica arma legale a loro disposizione è la delazione, la denuncia al preside di eventuali atti di bullismo con tutte le conseguenza per la loro e l’altrui incolumità. Tranne che da “ronde” si trasformino in squadre, con quel potere in più che può legittimare violenze maggiormente subdole e sottili. di PASQUALE ALMIRANTE, 26/4/2010 [VIA] Pubblicate le quote di ripartizione dei S. O. Android nelle varie versioni rilasciate Il grafico che pubblichiamo dimostra la frammentazione delle versioni del sistema operativo Android, creato da Google, nelle varie versioni rilasciate, dall'originaria 1.1 all'ultima versione 2.1. Come abbiamo già scritto urge un rimedio per unificare le versioni all'ultimo rilascio, considerata l'incuria di molti operatori che, venduto il telefonino, non si preoccupano assolutamente di rilasciare gli aggiornamenti software. ![]() Nota: Questi dati si basano sul numero di dispositivi Android che hanno avuto accesso all'Android Market, in un periodo di 14 giorni, fino alla data di raccolta del 12 aprile 2010. di FraMed, 16/4/2010 [VIA] Dal prossimo 26 aprile e-mail certificata per tutti Il ministro Renato Brunetta ha garantito che tutti i cittadini italiani avranno un indirizzo di posta elettronica certificata a partire. ![]() Renato Brunetta ha detto che la Posta elettronica certificata - PEC - sarà disponibile dal 26 aprile. Il ministro dell'Innovazione e della Pubblica Amministrazione Brunetta garantisce la fine delle code agli sportelli e un taglio alle lettere raccomandate cartacee. La de-materializzazione nella PA parte anche dalla PEC. “Tutti i cittadini che desiderano tale servizio gratuito - ha sottolineato il ministro Brunetta - dovranno andare presso un qualsiasi ufficio delle Poste italiane con un documento di riconoscimento, e riceveranno un account di posta elettronica certificata, che da’ il diritto di interloquire con la Pubblica Amministrazione“. Finora solo il 34% delle PA locali è dotato della PEC. Ma l'avvio della PEC dovrebbe "costringere" la PA ad essere vicina ai cittadini. “La PEC - ha concluso Brunetta - dara’ diritto al cittadino di interloquire per via elettronica con la pubblica amministrazione, come se mandasse una raccomandata con ricevuta di ritorno, e con lo stesso valore legale. Gli italiani avranno il diritto di ricevere dall’amministrazione pubblica una risposta alla stessa maniera”. Speriamo, aggiungiamo noi, e con l'ulteriore speranza che non venga assegnata una PEC come quella dell'INPS che ha, come parte dell'indirizzo email il codice fiscale dell'intestatario, con buona pace della privacy e della legge relativa. di FraMed, 15/4/2010 Messico: il governo ordina lo "spegnimento" di 26 milioni di telefonini Per i ventiseimilioni di messicani é stato un brutto risveglio: il loro telefonino non ha più la linea: é stato disattivato per legge. Stavolta non c’entrano gli hacker o guasti globali o collasso della rete. Molto più terra terra: è stata applicata la nuova legge che proprio per questo ha creato un vero marasma nel paese delle tortillas, tequila e del peperoncino. ![]() Il governo aveva approvato una legge in base alla quale per possedere un cellulare è necessario rivelare la propria identità, cosa naturale in tutti gli altri Paesi, come in Italia. Il motivo è semplice ma complesso al tempo. Si tratta di una misura severa per tentare di contrastare il dilagante potere del narcotraffico diventato ormai incontrollabile da parte della polizia. Prima di questa nuova legge in Messico, per comprare un cellulare, non era necessario fornire i propri dati anagrafici. Con l’applicazione della nuova legge le autorità messicane sperano che le cose possano cambiare. Ma il passaggio di consegne si è rivelato ffallimentare. Da settimane le autorità avevano informato l’opinione pubblica con tutti i media possibili: radio, televisione e giornali, ricordando ai clienti di registrare i loro cellulari, anche inviando inviando un messaggio con i loro dati personali, il risultato finale è quello odierno: 26 milioni di numeri di telefono risultano anonimi. Da questo la drastica, ma improcrastinabile decisione, in base alla legge, di togliere la linea a tutti gli anonimi utilizzatori del servizio mobile. “Quasi 30 milioni di persone sono state colpite… Molte delle quali dipendono dal cellulare, loro unico mezzo di comunicazione”, ha protestato via email , senza alcun interesse di parte, anche Guillermo Ferrer, capo delle relazioni istituzionali di America Movil, il principale operatore telefonico messicano, di proprietà dell’uomo più ricco del mondo, Carlitos Slim. di Redazione, 14/4/2010 | |||||
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