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Nuova piattaforma hardware low-cost per Android da ST-Ericsson U6715 è il nome della nuova piattaforma hardware presentata recentemente da ST-Ericsson che promette di far sbarcare Android e i sistemi operativi Linux-based anche sugli smartphone economici indirizzati alle fasce più basse del mercato mobile. La nuova piattaforma è stata infatti progettata per fornire ad un prezzo estremamente contenuto tutte le funzionalità avanzate attualmente presenti solo negli smartphone di fascia alta. Dal punto di vista tecnico, U6715 si basa su una CPU ARM926EJ-S con frequenza di clock fino a 468 MHz, NAND SLC e SDRAM a 200MHz fino a 4Gbit. La piattaforma supporta display QVGA e WQVGA, connessioni EGPRS classe 12, UMTS 384Kbit/s e HSDPA 7,2Mbit/s. In aggiunta sono presenti anche tutti gli strumenti che normalmente ci si aspetta di trovare in uno smartphone, ovvero Touch screen, fotocamera da 5 megapixel, Bluetooth, Wi-Fi e GPS. ![]() Secondo il comunicato stampa, la piattaforma U6715 dovrebbe essere in grado di garantire un'autonomia di conversazione pari a 7 ore in modalità 3G, oppure fino a 25 giorni in stand-by con una tradizionale batteria da 1000 mAh. Marc Cetto, Senior Vice President della divisione 3G and Multimedia di ST-Ericsson, ha anticipato che i primi dispositivi basati sulla nuova piattaforma U6715 dovrebbero arrivare sul mercato già entro il mese di giugno. Sempre secondo Cetto, la nuova piattaforma favorirà la diffusione di massa degli smartphone già nel corso dell'anno. di Redazione, 13/2/2010 Microsoft Windows 7 è in grado di rilevare quando la batteria del portatile ha un'efficienza inferiore del 40% rispetto ai dati prefissati di sistema. Nei giorni scorsi Microsoft aveva confermato il proprio interessamento nei confronti di un problema relativo a Windows 7 ed alle batterie dei notebook. L'inconveniente segnalato da varie fonti e su svariati forum non era da poco, e riguardava uno degli aspetti ritenuti strategici da parte degli utenti: l'autonomia di funzionamento del portatile alimentato da batteria. ![]() A chiarire la situazione è Steven Sinofsky - President of the Windows and Windows Live Division - che attraverso le pagine dell' Engineering Windows 7 blog liquida la questione con queste parole: "in questo momento non abbiamo ragione di credere che vi siano problemi riconducibili a Windows 7". Nel proprio 3d, invece, la questione viene debitamente argomentata e si deduce come in realtà Windows 7 sia in grado di rilevare quando la batteria del portatile è degradata ed abbia ridotto la propria capacità di oltre il 40% rispetto ai dati prefissati. In questa situazione l'utente viene informato in merito al problema e consigliato di sostituire la batteria. Questa caratteristica non era disponibile sui precedenti sistemi operativi di Microsoft, e proprio per questo motivo le segnalazioni riguardano il solo Microsoft Windows 7. Steven Sinofsky conferma come le segnalazioni fino ad ora prese in considerazione da Microsoft riguardano i notebook la cui batteria effettivamente doveva essere sostituita. A conferma di questi argomenti l'esponente di Microsoft conferma come le segnalazione "Consider replacing your battery" sia spesso associata a sistemi la cui batteria ha più di 18 mesi di vita. Per chi dovesse incorrere in tale avviso anche installando una batteria nuova nel proprio PC, Microsoft suggerisce di contattare le risorse TechNet forum, e Microsoft Answers forum. di Grazia Zupi, 9/2/2010 Toshiba recupera i dati perduti, un servizio di Data Recovery per chi acquista un nuovo notebook. Da Toshiba un nuovo servizio indirizzato a chi acquista un nuovo notebook. Si tratta di Data Recovery, che consente il recupero dei dati della macchina, persi sia a causa di danni fisici al notebook, sia a causa di crash di sistema, sia ancora per problemi all'hard disk o infezioni da virus e malware. Il servizio, che deve essere acquistato entro 30 giorni dall'acquisto della macchina e nel quale Toshiba include anche l'estensione a tre anni della garanzia, viene gestito dal Support Centre della società, che procederà al ritiro della macchina direttamente presso l'ufficio o l'abitazione del cliente, per consegnarlo a un laboratorio per verificare la possibilità di recupero dei dati. In caso affermativo, i dati verranno salvati su un nuovo hard disk, che verrà riconsegnato al cliente insieme alla sua macchina. di Redazione, 9/2/2010 iPad, rivoluzione a metà
Il nuovo device conferma solo in parte le attese. Sono prove generali per la trasformazione di Apple. Steve Jobs lancia da San Francisco la sfida ai netbook: ma è presto anche solo per fare pronostici. ![]() Bello è anche bello, tecnicamente è senz'altro dotato. Ma è abbastanza per scardinare un mercato da milioni di pezzi come quello dei netbook? Il nuovo iPad, mostrato da un Steve Jobs in forma (ma sempre magro) al pubblico di giornalisti dello Yerba Buena Center a San Francisco, nelle intenzioni di Apple dovrebbe fare tutto quello che fanno oggi i piccoli laptop da 10 pollici, ma meglio: se sarà davvero in grado di fare la differenza è ancora presto per dirlo, di certo a Cupertino hanno deciso di affrontare una scommessa rischiosa. iPad di AppleA cosa serve un tablet secondo Apple: serve a navigare, a controllare la posta, a guardare le foto, ad ascoltare musica e leggere libri o riviste. Anche a giocare. Lo schermo da 9,7 pollici (1024x768, 132 ppi), multitouch, sembra luminoso ed efficace per questi scopi: certo, la scelta di utilizzare un LCD offre vantaggi e svantaggi, ovvero la tecnologia IPS per migliorare contrasto e angolo di lettura contro una durata delle batterie di appena 10 ore. Autonomia bastante a competere con la maggior parte dei netbook in circolazione, ma che impallidisce davanti a quella di giorni e giorni garantita dagli schermi e-ink dei vari e-reader in circolazione: ed è bene ricordare che il principale vantaggio degli LCD, ovvero i colori, è destinato ad assottigliarsi entro la fine del 2010 con l'uscita dei primi e-reader a colori. Tutto questo viene tenuto in piedi da un system-on-a-chip (SoC) ARM da 1GHz (denominato A4) disegnato da Apple e realizzato grazie alle competenze di quella PA Semi acquisita tempo addietro. Il sistema operativo del device è lo stesso iPhone OS, aggiornato alla release 3.2, che gira su iPhone: una mossa per garantire anche la compatibilità delle oltre 140mila applicazioni già presenti nell'App Store, ma che taglia le gambe a ogni aspirazione per il Flash sulla piattaforma. Durante la demo di Jobs sul palco, l'ormai familiare icona del plugin mancante ha fatto capolino dallo schermo di iPad: e non sembra questa una limitazione destinata a sparire a breve, almeno a quanto è stato possibile capire fino a questo punto. ![]() Sul piano optional, per usare le parole di Jobs, ci sono i soliti sospetti: WiFi, Blutooth, 3G opzionale (che si porta dietro eventualmente l'A-GPS), speaker, microfono, connettore 30 pin come quello degli iPod, entrata 3,5mm standard per le cuffie, accelerometro e bussola. Assenti (ingiustificati?): fotocamera, USB. Nota a margine, Apple ci tiene a precisare che iPad rispetta tutti i suoi impegni ecologisti in fatto di ritardanti di fiamma, vetro privo di arsenico, niente mercurio e alta riciclabilità. Prezzi (questi sì una sorpresa) a partire da 499 dollari per la versione da 16GB, si sale a 599 per quello da 32 e 699 per quello da 64GB; se si vuole il 3G si dovranno sborsare, a partire da aprile, rispettivamente 629, 729 e 829 dollari. Quello che manca davvero a iPad, tuttavia, è uno scopo preciso. Non fa il telefono, la connessione 3G è presente (ci sono offerte interessanti per gli USA, per l'Europa occorrerà attendere la primavera) ma non serve a quello scopo. Non è un computer, sebbene Apple abbia presentato una nuova release di iWork fatta apposta per il suo tablet e un dock completo di tastiera (alternativa a quella touch sullo schermo): montando lo stesso OS di iPhone rimane "relegato" nella categoria degli smartphone, con tutti i pregi e le limitazioni che questo impone. Ci si può scordare il multitasking, ci si può dimenticare il Finder di Mac OSX: niente cartelle dentro cui archiviare documenti, iPad è una specie di via di mezzo tra iPhone e iPod Touch e dunque un device fondamentalmente "chiuso". Altro mistero è il formato scelto per la vendita dei libri: Apple, come di consueto, decide di fare da sé e crea una nuova app per lo scopo, chiamata iBook Store. Ci si collega, in stile iTunes Store, si sceglie cosa leggere, si acquista e ce lo si ritrova sul proprio scaffale virtuale. Mistero su cosa capiterà nel caso si voglia prestare un libro a un amico, o se questi titoli siano interoperabili con altre piattaforme: mettiamo l'utente sia in possesso di una biblioteca in formato epub, regolarmente acquisita o proveniente dal pubblico dominio, che fine farà se decide di saltare a bordo di iPad? Mistero anche su quali e quanti libri saranno disponibili per iPad, e quali saranno i costi: mancano indicazioni precise sulle possibili fasce di prezzo per paperback e hardcover, e ovviamente ci sarà da attendere il lancio localizzato nazione per nazione per conoscere quali editori avranno scelto di entrare nella scuderia Apple. Discorso a parte è necessario farlo per le applicazioni: Scott Forstall, salito sul palco, dimostra che tutto quello che c'è in circolazione su App Store al momento funziona benone su iPad. Ma, e qui nascono i problemi, chi volesse può aggiornare il suo SDK e iniziare a sviluppare (o adattare) per il nuovo device: dunque, dopo aver iniziato a fare distinzione tra iPhone originale, iPhone 3G e iPod Touch originale, e infine i nuovi 3GS e Touch di seconda generazione, chi acquista un'applicazione dovrà iniziare a fare anche attenzione alla compatibilità del suo device con il software che intende acquistare. È la questione che fino a oggi Apple ha tentato (con un buon successo) di evitare, e che invece affrontano quotidianamente gli utenti del mondo PC: al crescere e al complicarsi dell'ecosistema, crescono le variabili in gioco e dunque nascono dubbi sulla compatibilità e l'efficienza di una soluzione nel proprio caso particolare. La svolta più probabile, se a Cupertino decideranno di perseguire la consueta strada della semplificazione, sarà la riunificazione delle caratteristiche hardware e software dei vari dispositivi: ed è proprio qui che la faccenda iPad si fa interessante. ![]() Steve Jobs, CEO Apple iPad, infatti, va probabilmente visto e decodificato alla stregua di quello che è stato il primo iPhone, il primo iPod, o persino il primo PowerBook: una piattaforma di sviluppo, un esempio di quello che verrà in futuro. Apple ha deciso (praticamente per la prima volta) di avvalersi delle competenze di PA Semi in un suo prodotto, e nulla vieta di pensare che molto presto chip progettati a Cupertino facciano capolino su un gran numero di altri prodotti con impresso il marchio della Mela. Non è rischioso ipotizzare che presto debutterà un nuovo iPhone con nuovo hardware e probabilmente un form factor leggermente rivisto per adeguarsi allo stile Unibody. Così come è possibile tenere in considerazione l'idea che, presto o tardi, Apple TV potrebbe migrare dal suo surrogato di OSX a una sua versione di iPhone OS. La conclusione della storia, la "morale", l'ha offerta lo stesso Jobs alla fine del keynote: "C'è spazio per un dispositivo come iPad?". Bella domanda. Di certo Apple sta lavorando per trovare un suo spazio più ampio sul mercato: puntando forse, come ha specificato lo stesso Jobs nel keynote, a trasformarsi sempre di più in una "mobile company", con tre o quattro schermi su cui concentrare i propri sforzi mediante due diverse categorie di prodotti - una equipaggiata con Mac OSX (essenzialmente MacBook), l'altra con iPhone OS (iPod Touch, iPhone, iPad e quello che verrà). iPad è un gadget elettronico che consente di giocare o di lavorare, nelle intenzioni di Apple seduti in poltrona: se questa sarà davvero la prossima rivoluzione dell'elettronica di consumo, se davvero vedremo nascere l'era dell'elettronica da divano, è una questione che neppure Steve Jobs ha il potere di decidere. Il prezzo di iPad sarà invitante per molti, ma subirà una concorrenza all'ultimo sangue da parte di tutti i produttori di netbook: sarà "divertente", per gli addetti ai lavori, osservare a quale prodotto i consumatori garantiranno la propria preferenza. La sfida è tra interfaccia semplificata e flessibilità. di Luca Annunziata [PI] MSI Wind U115 Hybrid: SSD e hard disk sullo stesso netbookMSI ha previsto di adottare il proprio Wind U115 Hybrid di un SSD in grado di accogliere il sistema operativo e di un hard disk per il salvataggio dei dati. Negli ultimi tempi tutti i principali produttori di pc portatili si sono affacciati all'emergente mercato dei netbook, anche se in realtà le differenze tra le varie soluzioni proposte sono state per ora decisamente minime. In una fase iniziale venne fatto il grosso salto nell'adozione delle nuove cpu Intel Atom in sostituzione dei Celeron 353, ma da tale momento in poi nulla di eclatante è accaduto. Le maggiori differenze tra i vari modelli sono in termini di design, dimensioni dell'hard disk o di sistema operativo utilizzato. Nelle scorse ore MSI ha annunciato un'interessante novità denominata Hybrid Storage che promette miglioramenti sia in termini prestazionali sia sulla durata delle batterie. MSI proporrà il nuovo Wind U115 Hybrid dotato di unità SSD da 8/16GB a cui però verrà abbinato anche un tradizionale hard disk da 2,5 pollici con una capacità pari a 120 o 160GB. Il sistema operativo verrà preinstallato nello spazio reso disponibile dall'unità SSD mentre l'hard disk potrà servire come unità di storage per i dati. Secondo il produttore taiwanese l'unità SSD è in grado di offrire prestazioni migliori, anche se questa affermazione meriterebbbe di per se un lungo approfondimento. Di sicuro l'unità SSD ha un assorbimento energetico inferiore rispetto a un hard disk, inoltre, l'assenza di parti meccaniche in movimento offre maggior sicurezza e resistenza agli stress meccanici. Per sfruttare al meglio le opportunità offerte da questa soluzione ibrida MSI ha previsto una modalità denominata Eco Mode nella quale l'hard disk rimane spento mentre il netbook rimane perfettamente funzionante; in questo modo sarà possibile utilizzare tutte le applicazioni preinstallate ottimizzando l'autonomia di funzionamento. MSI stima una durata delle batterie a 6 celle pari a 12 ore. La piattaforma hardware scelta da MSI per questo modello è basata su processore Intel Atom Processor Z530 (1.60GHz), chipset Intel Poulsbo US15W e 1GB di memoria DDR2. Il display ha una diagonale pari a 10 pollici con risoluzione pari a 1024x600 pixel. Il sistema operativo scelto, stando a quanto riportato da varie fonti online, è ancora una volta Microsoft Windows XP Home. Ci saremmo aspettati l'adozione di Microsoft Windows Vista come su altri modelli basati su piattaforma Intel Menlow ma ci riserviamo di approfondire l'argomento, con particolare riferimento ai vincoli di licenza imposti da Microsoft, in un futuro articolo. MSI Wind U110 e U115 con Intel Menlow al CES 2009“Una nuova gamma di netbook MSI Wind basata su piattaforma Intel Menlow sarà presentata al prossimo CES 2009”Al prossimo CES 2009 in programma a Las Vegas MSI presenterà l'evoluzione della propria gamma netbook: i nuovi modelli U110 e U115 saranno dotati di display da 10,2 pollici retroilluminato a LED e saranno basati su piattaforma Intel Menlow. Wind Notebook U110 e U115 utilizzeranno cpu Intel Atom Z530 e chipset SCH US15W. Questa coppia di componenti fa misurare un TDP di soli 2W e il componente SCH US15W integra le funzionalità di south bridge e north bridge. La dotazione di memoria ram prevista per i modelli è pari o superiore a 1GB e il sistema operativo dovrebbe essere Microsoft Windows Vista. Il peso del prodotto, stando a quanto riportato da varie fonti online, è pari a 1,1 Kg. Il modello U110 verrà offerto in varie configurazioni hardware dotate di hard disk da 120GB, 160GB o 250GB, mentre il modello U115 oltre all'ahard disk integrato offrirà anche 32GB di memoria alla stato solido. Il prezzo per la versione top di gamma U115 viene stimato a oltre $700. Sarà interessante valutare come queste soluzioni verranno recepite dal pubblico e in che modo i produttori riusciranno a proporre tali modelli preservando le vendite del segmento notebook vero e proprio. La piattaforma Menlow, in grado di consumare meno, rappresenta una novità per questo mercato e come tale non è ancora prodotta su larga scala. Intuitivamente i costi si abbatteranno con il diffondersi della soluzione. di Fabio BoneschiMini Q, il nettop secondo HPIn un evento tenutosi ieri a Taiwan, HP ha presentato un cucciolo di PC, chiamato Compaq Mini Q, che sebbene si proponga sul mercato dei nettop - lo stesso oggi occupato dal piccolo e leggero Eee Box di Asus - ha una stazza da PC mini tower. Per quanto riguarda le interfacce, entrambi i sistemi avranno in dotazione quattro porte USB 2.0, due porte PS/2, una porta Ethernet RJ-45, un'uscita VGA, due jack audio e un lettore di SD/MMC integrato. MSI, pronti i sistemi All in one basati su Atom Pubblicato il 21/11/2008 Forte del successo che sta incontrando sul mercato con il proprio Wind, Micro-star international intende sfruttare il brand introducendo nuove soluzioni dedicate al mondo desktop. A confermare le intenzioni della società a Digitimes è Joseph Hsu, presidente di MSI. Dopo aver lanciato con successo sul mercato la propria soluzione netbook Wind, una delle alternative più valide alla serie Eee di Asus, Microstar International decide ora, per la seconda volta, di seguire le orme del concorrente. In occasione dei primi mesi del 2009 MSI presenterà infatti le proprie soluzioni desktop all-in-one, sviluppate su CPU Atom. L'ispirazione a Eee Top è chiara, in questo caso il nome della famiglia sarà Wind Neton. A comporre la nuova serie saranno tre modelli, compresi in un range prezzi variabile dai 399 ai 799 dollari, caratterizzati dalle sigle M16, M19 e M22. Le prime due soluzioni saranno differenziate solo dalla diagonale del display, 15,6" per il primo e 18,5" per il secondo; entrambi monteranno CPU Intel Atom 270 con chipset 945GSE affiancati da 1GB di memoria, e har disk da 160GB. Il produttore sta inoltre valutando l'opzione di fornire queste due soluzione con CPU Atom Dual core. A rappresentare il top di gamma sarà Wind Neton M22, dotato di pannello da 21,5" e chipset GS45, sarà in grado di supportare la decodifica di filmati H264 e VC1 (i due standard per l'alta definizione) e avrà come opzione un drive blu-ray. I prezzi per questa soluzioni saranno compresi in un intervallo di 599-799 dollari. La mossa della società, come conferma Hsu, è dettata dalle esigenze del mercato; secondo il presidente della compagnia il segmento desktop entro i prossimi 3-4 anni sarà composto, almeno per un 30/40% da soluzioni all in one di questo tipo, essenziali, poco costose e compatte. Nuovo tablet PC HP TouchSmart tx2HP ha presentato un nuovo tablet pc dedicato alla clientela consumer con pannello da 12,1 pollici multi touch. HP ha presentato nelle scorse ore un nuovo tablet pc convertibile dotato di pannello TFT con tecnologia multi-touch. Il nuovo HP TouchSmart tx2, questo il nome del prodotto, è dotato di processore AMD Turion X2 Ultra Dual-Core e di sottosistema video ATI Radeon HD 3200. La diagonale del display è di soli 12,1 pollici, al fine di privilegiare la trasportabilità, con una risoluzione pari a 1280x800 pixel. Inoltre, l' HP TouchSmart tx2 viene fornito con hard disk da 320GB e dotato di 4GB di memoria ram DDR2. Il sistema operativo adottato da HP è Microsoft Windows Vista Home Premium. Come segnala PC Launches.com, il nuovo tablet pc di HP viene al momento venduto in USA a partire da $1.149. HP con questo prodotto conferma il proprio interesse nel particolare settore delle soluzioni tablet nel quale si registrano ormai da tempo scarse novità e ridotto interesse. In merito alla soluzione proposta da HP, inoltre, alcuni dettagli come il prezzo di partenza e il sistema operativo indicano una vocazione prettamente consumer per l' HP TouchSmart tx2, ambito nel quale un'interfaccia multi-touch potrebbe garantire un considerevole successo.
UPDATE HP TouchSmart tx2 arricchisce la nostra offerta con un soluzione altamente innovativa e di valore. L’interfaccia touch, già integrata con successo sul desktop HP TouchSmart PC e su alcuni notebook HP Pavilion, contribuisce a rendere l’esperienza dell’utente ancora più facile e coinvolgente. Il nuovo notebook, grazie alle eccezionali funzionalità multimediali e alle tecnologie allo stato dell’arte, è perfetto per gli utenti più esigenti alla ricerca delle migliori prestazioni e di un design raffinato,” ha affermato Alessandra Brambilla, Vice President e General Manager HP Personal Systems Group.
Il nuovo tablet di HP viene fornito completo del software HP MediaSmart già disponibile sul PC all-in-one HP SmartTouch del quale abbiamo proposto un breve video alcuni giorni fa. HP conferma le dichiarazioni raccolte lo scorso giugno in merito all'ampliamento delle tecnologie touch non solo al comparto all-in-one. Il nuovo tablet PC, apprendiamo ora, verrà commercializzato in Italia a partire dal prossimo mese di febbraio con un prezzo base di 999 Euro IVA inclusa. di Fabio BoneschiINTEL crea con ABARTH il nuovo PC fuoriserie Abarth Powerplay Extreme, il desktop ad altissime prestazioni presentato da Intel in collaborazione con Abarth. Il Pc si avvale del nuovo Intel Core i7 Extreme, il più potente microchip mai realizzato dalla società di San Josè. Pubblicato il 18/11/2008
CompuLab Fit-PC Slim: il computer più piccolo del mondoPubblicato il 25/09/2008
* sistema operativo: Linux o Windows XP Home Edition * processore AMD Geode LX800 da 500 MHz * memoria: 256 o 512 MB SDRAM * storage: disco rigido estraibile da 2,5 pollici (unità preinstallata da 60 GB) * uscita video VGA * networking: Ethernet 10/100 e protocollo WLAN 802.11b/g (opzionale) * porte: 3 connettori USB 2.0 ed 1 seriale * dimensioni: 109 x 99 x 30 mm. * peso: 380 grammi * alimentazione: 12 volts DC; alimentatore da rete esterno * costruzione fanless ultrasilenziosa, con dissipazione termica passiva
Il CompuLab Fit-PC Slim sarà disponibile a partire dal 25 settembre in diverse configurazioni con prezzi compresi tra circa 150 Euro (256 MB RAM, Linux) e 240 Euro (512 MB RAM, WLAN, disco da 60 GB e Microsoft Windows XP).
Linpus: la versione Linux per UMPCPubblicato il 22/09/2008
Nonostante una buona parte degli Ultra Mobile PC, Micro PC o Mobile Internet Device utilizzino il sistema operativo Windows Vista integrato, la situazione pare che stia per cambiare considerata l’imminente uscita sul mercato di una nuova piattaforma basata su GNU/Linux.
In attesa che venga sviluppato il sistema Ubuntu Mobile o diffuso Linux Maemo sui tablet Internet di Nokia, nel frattempo un nuovo attore sta debuttando nel mercato dei sistemi operativi mobili basati su Linux: Linpus Technologies, che ha sviluppato la prima suite mobile commerciale basata su sistema Linux e dedicata ai dispositivi UMPC a basso prezzo. “Linpus Linux Lite” è previsto per girare su UMPC entry level come l’Eee PC di Asus, il Cloudbook o il Classmate PC, questa piattaforma infatti è stata concepita per terminali dotati di processori di potenza compresa intorno ai 500 Mhz, che dispongono di 128 MB di memoria RAM e di 512 MB di storage. La compagnia in questione offre, inoltre, svariati software integrati che consentono di navigare in Internet, di gestire e modificare dei documenti, di accedere a funzioni multimediali, di comunicare tramite VoIP o accedere al navigatore GPS. Lato design, questo sistema operativo sembra ispirarsi alla suite Xandros dell’Eee PC di Asus essendo caratterizzato da menu semplificati ed da una suite KDE che consente di visualizzare due tipi di interfaccia utente: una per principianti e l’altra per utilizzatori avanzati. La società taiwanese Linpus Technologies al momento sta cercando dei partners OEM per sviluppare ed integrare la sua soluzione nei devices che usciranno in commercio nel corso dell’anno. Da notare che Linpus Linux Lite è già in grado di girare sull’Eee PC senza la possibilità, però, di sfruttare la connettività WiFi.
Le novità di CreativePubblicato il 19/09/2008 Progettati per migliorare la qualità audio di musica, film e giochi con i notebook e per diffondere il suono in qualunque angolo della casa, in modalità wireless, attraverso un qualsiasi sistema di altoparlanti.
Inoltre, se utilizzata con Creative Wireless Receiver, Creative Sound Blaster X-Fi Notebook libera gli utenti dall'obbligo di collegare il proprio notebook al sistema di altoparlanti attraverso appositi cavi, e permette di ascoltare un audio di qualità superiore ovunque, in qualsiasi angolo della casa! L'audio viene trasmesso da Sound Blaster X-Fi Notebook al Creative Wireless Receiver, che è collegato a un sistema di altoparlanti o a un impianto hi-fi. In modalità "Zone" possono essere collegati in casa fino a quattro Creative Wireless Receiver, ciascuno con i relativi altoparlanti, posizionabili fino a 30 metri di distanza dal notebook. Gli utenti possono quindi beneficiare di tutta la libertà e la flessibilità consentita dalla tecnologia wireless e possono ascoltare i propri file audio preferiti senza limiti né costrizioni. Inoltre i Wireless Receiver possono essere controllati individualmente, tramite un solo telecomando, per una riproduzione audio indipendente nelle diverse stanze.
Con musica, giochi e film, la celebre tecnologia audio X-Fi di Creative offre sempre un?esperienza d'ascolto ottimale. Durante l'ascolto di musica, la tecnologia X-Fi Crystalizer® determina in modo intelligente e selettivo, attraverso appositi algoritmi audio, come ripristinare le frequenze perse o danneggiate a causa del processo di compressione della musica in formato MP3, iTunes o altri formati. Mentre si gioca con il PC, la tecnologia X-Fi CMSS-3D offre un coinvolgente sonoro surround attraverso normali cuffie, permettendo ai giocatori di avvertire la posizione precisa dei loro avversari prima di vederli. Creative Sound Blaster X-Fi Notebook supporta inoltre EAX Advanced HD per un audio posizionale di sorprendente realismo con i giochi più esclusivi del momento. Per ottimizzare la visione dei film, Creative Sound Blaster X-Fi Notebook offre inoltre il download gratuito del software PowerDVD con supporto DTS e Dolby Digital. La tecnologia CMSS-3D crea un surround virtuale attraverso cuffie o altoparlanti stereo per un?avvincente esperienza audio. 2.13GHz per le ultime DDR3 DOMINATOR di CorsairPubblicato il 14/07/2008 In arrivo un nuovo kit di memorie DDR3 da Corsair:: si tratta delle RAM più veloci mai commercializzate fin ora.
Secondo quanto dichiarato da Corsair, il nuovo kit TW3X2G2133C9DF può funzionare alla frequenza record di 2133MHz tramite alimentazione a 2.0V con latenze di 9-9-9-24. La nuova offerta di Corsair è composta da due moduli da 1GB ciascuno, entrambi dotati di dissipatore di calore Dominator DHX. Al momento dell'acquisto nella confezione sarà presente il particolare dissipatore attivo con tre ventole, in grado di poter mantenere ottime temperature d'esercizio anche durante gli overclock più spinti.
Il nuovo sistema operativo di Microsoft: MidoriPubblicato il 10/07/2008
Lo sviluppo di Singularity cominciò qualche anno fa, precedentemente all'uscita di Windows Vista: la tecnologia prototipo prevede la costruzione di un sistema innovativo, sicuro e dipendente. Grazie all'estensione di linguaggi di programmazione, lo sviluppo di nuove tecniche e strumenti per la progettazione, ed all'utilizzo di managed code eseguito su macchina virtuale, sarà possibile contenere gli errori di run-time e facilitare la programmazione del software. L'aspetto chiave di Singularity, come possiamo leggere nella pagina di download del RDK di Singularity, distribuito da CodePlex, saranno i cosiddetti SIPs (Software Isolated Processes); il sistema di isolamento dei processi che garantisce una estrema affidabilità dell'OS, dal momento che ogni processo avrà run-time, GCs e object space separati. I primi rumors tendono ad identificare Midori con Singularity, anche se sembra chiaro che Midori potrebbe essere uno spin off del progetto originale, orientato a sostituire la linea di OS Windows e quindi alla commercializzazione. Altri aspetti di Midori saranno le librerie Dryad per la programmazione a calcolo distribuito, il file system Cosmos ed un database SQL. Secondo Mary Jo Foley, giornalista molto addentro alle vicende della casa di Redmond, Midori sarà un collage di nuovi componenti del sistema, realizzati da zero. Due sono i nomi in codice nominati: Redhawk, MinSafe e Sapphire. "Redhawk e MinSafe", afferma Jo Foley "sono due facce della stessa medaglia. La Developer Division sta lavorando su Redhawk, mentre MinSafe è la parte complementare gestita dalla parte Windows dell'azienda". Entrambi i progetti sarebbero destinati a dar vita a una nuova gestione dell'ambiente di esecuzione del codice, che sarà più leggero e più interessante per gli sviluppatori che non gradiscono l'overhead del Common Language Runtime, cuore di .NET Framework. Redhawk potrebbe integrare un nuovo compilatore back-end e un rinnovato runtime che dovrebbe conservare "type safety e garbage collection" ma non il resto delle funzionalità che fanno attualmente parte del .Net CLR. I due team, al lavoro su Redhawk e MinSafe, non si starebbero curando della compatibilità con Windows o .Net Framework, avvalorando la tesi che il progetto Midori sarà un sistema completamente rinnovato, realizzato da zero. Secondo Mary Jo Foley, derivati di Redhawk e MinSafe potrebbero essere integrati in Windows 8 (nome di fantasia), che potrebbe debuttare nel 2011/2012. Infine, parliamo di Sapphire, nome in codice che potrebbe nascondere una piattaforma di servizi, definita in passato come WinFX "senza .Net". In questo caso particolare, dettagli potrebbero essere resi noti alla Professional Developers Conference (PDC) di fine ottobre. Maggiori info: zdnet e gizmodo I drive SSD consumano più dei classici HDDPubblicato il 08/07/2008
Gli hard disk SSD rappresentano indubbiamente il futuro dell'archiviazione dei dati, ma secondo alcuni test condotti dal team di Tom's Hardware, non offrono attualmente benefici in tema di consumo energetico rispetto ai drive convenzionali.
I dischi allo stato solido (SSD) sono oggi acclamati come la miglior soluzione possibile per i computer portatili, coniugando al meglio performance velocistiche e ridotti consumi energetici; il fatto di non possedere parti meccaniche in movimento permetterebbe infatti a tali dispositivi di accedere ai dati più velocemente e di ridurre il consumo di energia rispetto ai drive convenzionali. Alcuni test condotti dal team di Tom's Hardware hanno però messo fortemente in discussione tale visione: se da un lato i dischi SSD più recenti offrirebbero in effetti ottime performance velocistiche (specialmente per quanto riguarda la velocità di accesso ai dati), dall'altro non risulterebbero efficaci nel contribuire ad aumentare l'autonomia dei computer portatili, anzi, il loro consumo medio risulterebbe superiore a quanto registrato dagli hard disk convenzionali da 2,5 pollici.
Il test è stato condotto paragonando le prestazioni di quattro differenti hard disk SSD con un disco rigido convenzionale, nella fattispecie l'Hitachi Travelstar 7K200 da 200 Gb (7,200 RPM). I dati forniti da Mobilemark 07 parlano chiaro: nessuno dei dischi allo stato solido presi in considerazione nel test è stato in grado di garantire l'autonomia ottenuta utilizzando l'hard disk Hitachi. Come si spiega il risultato e come mai i dischi SSD sembrano sulla carta garantire consumi decisamente inferiori rispetto a quanto rilevato dal test? La spiegazione si baserebbe sul fatto che i consumi degli hard disk SSD si riferiscono generalmente allo stato di idle, situazione nella quale il loro dispendio energetico risulta paragonabile ai dischi tradizionali. Se però quest'ultimi raggiungono il loro picco massimo di consumo energetico solamente quando sono a pieno carico (situazione che avviene di norma raramente), consumando di norma poco più di quanto accade in stato di riposo, i dischi SSD sembrerebbero invece disporre di soli due stati: attivo o in idle. «Quindi, mentre gli hard disk convenzionali riescono ad operare con poca energia nel momento in cui sono richiesti piccoli movimento – come ad esempio durante l'accesso sequenziale dei dati – i drive flash non fanno altrettanto», scrivono Patrick Schmid e Achim Roos nell'articolo di Tom's Hardware. «Essi lavorano costantemente a potenza piena quando in uso e di conseguenza passano più tempo nello stato di massimo consumo energetico rispetto ai drive convenzionali».
In conclusione, i risultati del test mostrerebbero in maniera insindacabile come la durata della batteria non migliori con l'utilizzo dei drive SSD, anzi, la maggior parte dei drive attualmente in produzione contribuirebbe a scaricarla ancora più velocemente. Secondo gli autori dell'articolo, i diversi vendor che consigliano l'adozione di hard disk SSD al fine di ottimizzare i consumi dei laptop, o non li hanno mai provati di persona o mentono spudoratamente.
Pioneer porta il Blu-ray a 400 GbytePubblicato il 08/07/2008
L'azienda giapponese ha sovrapposto sedici layer di registrazione
Maggiori dettagli tecnici sul Blu-ray da 400 Gbyte saranno forniti 13 luglio, all'International Symposium on Optical Memory and Optical Data Storage 2008 che si terrà settimana prossima alle Hawaii.
Da Hitachi dischi da 5 Tbyte e microdrives da 60 GbytePubblicato il 05/07/2008
Secondo le stime degli scienziati questo spazio di archiviazione corrisponde circa alla metà di quello offerto dal cervello umano…
Anche sul campo dei microdrive Hitachi, che già produce SSD da 1” con capacità di 8 Gbyte e 3,600 RPM (serie 3K8), pensa già al prossimo futuro quando, fra cinque-sette anni, renderà disponibili modelli con capacità fino a 60 GByte. La tecnologia che renderà possibile la realizzazione di questi prodotti, oltre a dischi da 3,5” con capacità superiore al Terabyte, è quella della registrazione perpendicolare. La nuova soluzione di registrazione che, come suggerisce il nome, allinea i bit perpendicolarmente al piattello e non longitudinalmente, consente di archiviare un maggior numero di dati a parità di area di registrazione. Per poter leggere/scrivere i bit in maniera perpendicolare è però necessario che le testine siano estremamente vicine alla superficie del piattello richiedendo quindi l’utilizzo di nanotecnologie appositamente sviluppate.
I dispositivi di memorizzazione di massa, sia per i sistemi desktop sia per i dispositivi portatili più piccoli quali palmari e telefoni cellulari, stanno per assistere a una vera e propria rivoluzione.
Asus prepara i nuovi Eee PC 904 e 905Pubblicato il 01/07/2008
Secondo indiscrezioni, in attesa dell’Eee PC 1000, Asus starebbe per lanciare sul mercato due nuovi modelli ibridi: lo schermo è da 8,9 pollici ma la tastiera è quella dei modelli a 10 pollici
Per i lavoratori mobili che vogliono stare al passo con i tempi, ancora novità da Asus sul fronte degli UMPC. Secondo gli ultimi rumors sembra infatti che la società sia in procinto di lanciare sul mercato due nuove versioni dell'Eee PC: l'Eee 904 e 905.
Praticamente due modelli ibridi tra l'attuale Eee PC 900 e l'atteso Eee PC 1000. In comune con il primo hanno lo schermo da 8,9 pollici e con il secondo lo chassis, quindi la tastiera di dimensioni maggiori. Probabilmente i due nuovi modelli porteranno con loro anche migliorie relative all'autonomia della batteria e alle capacità di storage. Entrambi saranno basati su processore Intel Atom.
Il range di prezzo dovrebbe essere assimilabile agli attuali Eee PC 900 e 901. Voci vorrebbero addirittura che questi vengano sostituiti del tutto dagli altri due, in attesa dell’uscita a fine anno del modello 1000.
La Fujitsu-Siemens adesso punta sui notebookPubblicato il 30/06/2008
Dopo aver preso la storica decisione di uscire dal panorama delle tv, Fujitsu Siemens Computers ora punta a rinfrescare l’immagine del marchio per rilanciarsi nel mercato consumer.
Nel futuro Fujitsu Siemens non esclude la realizzazione di un prodotto più economico per proporsi in quella fetta di mercato dove ora domina l’EeePC di Asus. Meno costoso e più adatto agli amanti dei videogiochi è il notebook AMILO Sa 3650 che verrà venduto in coppia con l’innovativo accessorio GraphicBooster. Si tratta di un hardware delle dimensioni di un hard disk esterno da 3.5” che monta una scheda grafica ATI Mobility Radeon HD 3870 con 512 MB di memoria video dedicata. Ai lati si trovano uscite video DVI-I e HDMI compatibili con HDCP e due connessioni USB 2.0 per connettere eventuale mouse e tastiera. Grazie a questa scheda grafica esterna, la seconda uscita video del Sa 3650 e il software in dotazione, il portatile è in grado di inviare quattro segnali video diversi in altri tre schermi. Così, ad esempio, si potrà continuare lavorare sul notebook, mentre su un monitor esterno viene riprodotto un filmato a tutto schermo. I nuovi prodotti consumer si piazzeranno nella fascia di prezzi medio alta andando a sfidare colossi come Asus, Acer e Sony. (O. P.)
AMD infrange la barriera del teraflopPubblicato il 17/06/2008
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