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Froyo, nome della versione 2.2 di Google è un
Android da corsa: 450 % più veloce dell'Eclair versione Android 2.1. Il benchmark Linpack eseguito su un terminale con Android v. 2.2 mostra risultati che fanno gridare al miracolo. Tutto merito della nuova virtual machine Java? Se a catalizzare l'attenzione su Android 2.2 (Froyo) non fossero bastate le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane, tra le quali la promessa integrazione di Flash Player 10.1, di sicuro ci sta riuscendo il risultato di un test prestazionale eseguito da AndroidPolice.com. Il test in questione è il benchmark Linpack, che misura la potenza di un sistema nel calcolo in virgola mobile. Se con Android 2.1 lo smartphone di Google fa generalmente registrare valori compresi fra 6,5 e 7,2 MFLOPF, con Froyo lo stesso benchmark ha fornito come risultato 37,6 MFLOPS, ossia un incremento di circa il 450 per cento. Si tratta di un miglioramento sorprendente, sopratutto considerando che è stato ottenuto esclusivamente grazie ad una ottimizzazione del software. Per la verità valori nell'ordine dei 37-40 MFLOPS erano già visibili da qualche tempo nella classifica dei risultati di Linpack relativi ad Android: molti li consideravano però dei fake. ![]() Il merito di questo salto prestazionale va attribuito, secondo gli esperti, ad una più veloce Dalvik Virtual Machine, la macchina virtuale all'interno della quale gira il codice Java con cui sono scritte le applicazioni Android. In particolare, la miglioria più importante consisterebbe nell'aggiunta alla Dalvik VM di un compilatore just-in-time (JIT), come nelle vere macchine virtuali Java (Dalvik VM non utilizza il Java bytecode, e non è dunque considerata una VM Java). L'obiettivo dei sistemi JIT è di combinare i vantaggi della compilazione del bytecode a quelli della compilazione nativa, portando le prestazioni di un ambiente di esecuzione runtime molto vicine a quelle di uno tradizionale, che esegue direttamente il codice macchina. Il compilatore JIT fa parte del codice sorgente di Android fin dalla release 2.0, risalente allo scorso novembre, ma è stato messo lì a solo scopo di test: di default, infatti, nelle attuali versioni 2.x di Android il JIT è disattivato e nella maggior parte dei firmware commerciali è del tutto assente. Alcune rom non ufficiali, come la famosa CyanogenMod, implementano un kernel che, se ricompilato con uno speciale parametro, desta il JIT dal suo sonno: chi ci ha provato afferma di aver ottenuto significativi incrementi di performance, seppure non così clamorosi come quelli registrati da AndroidPolice.com (che probabilmente ha potuto provare una versione di Froyo quasi definitiva). Ora restano da capire due cose: primo, se in Android 2.2 il JIT sarà attivo di default; secondo, quanto il boost prestazionale misurato con Limpack influenzerà direttamente la velocità di esecuzione delle applicazioni e il normale uso del sistema operativo. A tal proposito alcuni sviluppatori hanno già precisato che software come Flash o come certi codec multimediali non riceveranno alcun beneficio dal JIT: il motivo è che, per motivi di performance ed efficienza, questi componenti sono scritti nel linguaggio nativo di Android, il C/C++ (una possibilità fornita dal Native Development Kit). È poi notizia di questi giorni che il progetto NITDroid è riuscito a far girare Android 2.1 sul Nokia N900: sebbene al momento questo port sia ancora immaturo e poco affidabile, l'obiettivo dei suoi creatori è quello di renderlo una praticabile alternativa a Maemo per i tablet N8x0 e N900 di Nokia. di Redazione, 14/05/2010 [VIA] Così come abbiamo scritto nella notizia precedente che nessun segreto resiste nell'era internettiana, nessun terminale può essere esclusivo: sull'iPhone può "girare" Android, parola di hacker. ![]() Quali sono le due piattaforme per smartphone più popolari, in termini mediatici e di prospettiva? Apple iPhone e Google Android. Piattaforme rivali e antagoniste in tutto e per tutto. Salvo scoprire, come riportano alcuni siti hi-tech americani, che il software per cellulari open source del gigante dei motori di ricerca può essere installato sul melafonino. Come? La risposta arriva da tale David Wang, membro di un gruppo, iPhone Dev Team, dedito a un'attività non propriamente apprezzata a Cupertino: fare "hacking" per iPhone. Sfruttare cioè buchi anche parziali del codice di programmazione del super cellulare della Mela per personalizzare a proprio piacimento il terminale. Utilizzandolo per esempio, come documentano chiaramente le immagini di un video pubblicato su YouTube, per navigare in Rete, ricevere un messaggio di testo, rispondere a una telefonata e ascoltando musica nel segno di Google. L'hacker, in parole povere, ha caricato a bordo dell'iPhone un secondo sistema operativo, Android per l'appunto, e ha trovato il modo di farlo funzionare, sebbene con qualità, per sua stessa ammissione, modesta. La testimonianza, sicuramente curiosa e di rilievo, è però esemplificativa di un fatto: le due piattaforme possono coesistere su uno stesso terminale, esattamente come su un netbook possono trovare posto Windows e lo stesso Android (è il caso, tra l'altro, di un prodotto già sul mercato di Acer). Che l'esperimento possa avere un seguito in termini industriali è però pressoché impossibile per ovvie ragioni, ma conferma una cosa: la porta che Apple ha chiuso ermeticamente può essere in qualche modo aperta da mani esperte. L'hacker protagonista della vicenda, del resto, non è nuovo a certe imprese e già nel 2008 riuscì a portare Linux a bordo dello smartphone di prima generazione della Mela. E dal suo blog, scherzando ma forse non troppo, lancia un messaggio che non può non essere riportato: "Android può essere una reale alternativa per gli utenti dell'iPhone, così che potremo finalmente utilizzare Flash… (la tecnologia multimediale di Adobe che Apple non ha integrato nei suoi dispositivi mobili, ndr)". Le due compagnie, intanto, proseguono con i lavori di sviluppo delle rispettive piattaforme. In casa Google fervono i preparativi per l'annuncio ufficiale, previsto per il mese prossimo, della nuova versione 2.2 di Android, nome in codice Froyo. Il software, dicono i bene informati, sarà caratterizzato da numerosi miglioramenti funzionali, a cominciare dalle modalità d'uso della memoria interna degli smartphone. Il Nexus One, il primo cellulare marchiato Google, sarà uno dei primi terminali a ricevere l'aggiornamento per Android 2.2, che farà pendant con il supporto della versione 10.1 di Flash e la gestione multicolore del trackball. Dalle parti di Cupertino, invece, hanno già reso disponibile il kit per gli sviluppatori dell'iPhone OS 4.0 e stanno alacremente lavorando al gran debutto del nuovo sistema multitasking, in rampa di lancio per giugno per i fortunati possessori dei prodotti multitouch della Mela. E per chi, ancora non è chiaro quando a cavallo dell'estate, si metteranno in coda per acquistare la nuova creatura di Steve Jobs che avrà a bordo questo nuovo sistema operativo, l'iPhone 4G. Ci sarà anche David Wang, fra coloro che aspetteranno pazientemente in fila il nuovo "d-day" davanti a qualche Apple Store? di Redazione, 23/4/2010 | ||||||
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