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Nuovo ed interessante case recensito per voi,  l’ultimo arrivato di casa Noctua l' NH-U9B SE2 monotorre, erede del NH-U9B, caratterizzato da due ventole NF-B9 da 92 mm e 1600 rpm e da un peso di 640g con le due ventole montate.

 

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Il marchio Noctua nasce dalla cooperazione tra due aziende, l'austriaca Rascom Computerdistibution e la taiwanese Kolink International Corporation (che commercializza anche prodotti con marchio Coolink). La Rascom è da qualche tempo specializzata nella distribuzione di prodotti per il raffreddamento e nello sviluppo di case e alimentatori. La sua conoscenza delle tendenze del mercato e delle necessità dell'utente è coadiuvata dalle capacità produttive all'avanguardia dell'azienda taiwanese. Infine, per garantire prodotti di ultima generazione le due aziende si avvalgono della partnership con l'Austrian Institute of Heat Transmission and Fan Technology, elemento chiave nella progettazione, simulazione e misurazione di prodotti tecnologicamente avanzati.


Bundle & Confezione

 

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La confezione in cui è riposto il dissipatore rispecchia le forme di quella del suo predecessore, ma cambiano i colori utilizzati. Nella parte frontale è possibile intravedere una parte del nuovo dissipatore della Noctua. Aprendo la confezione troviamo una scatola con tutti gli accessori e il dissipatore con le sue due ventole montate. Il bundle è il seguente:

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Noctua U9B

2* NF-B9 92mm

2* adattatori L.N.A.

2* adattatori U.L.N.A.

4* staffe per montare le ventole

Kit montaggio Intel

Kit montaggio AMD

Manuale con le istruzioni

Cacciavite

Pasta termo conduttiva NT-H1

Medaglietta adesiva con logo Noctua

 

Come si può notare il bundle è ricchissimo. Poche sono le case che includono un giravite nel proprio bundle, per non parlare poi della medaglietta adesiva e dei quattro adattatori, due per ventola, che ci permettono di abbassare i giri della ventola, quindi la rumorosità.

Caratteristiche Tecniche

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Per prima cosa andiamo ad analizzare il sistema di montaggio e notiamo che anch’esso adotta il SecuFirm 2, multi-socket, che permette di essere montato con estrema facilità in qualsiasi piattaforma, ricordiamo al compatibilità con Intel  Socket LGA 775, 1156, 1366 e AMD AM2, AM2+ e AM3.. Abbiamo notato che questo sistema di montaggio non è esclusivo della Noctua ma anche altre aziende, come ad esempio Coolink, adottano questa sistema che è molto semplice e stabile.
ATTENZIONE: questo dissipatore non è compatibile con la famiglia Intel Xeon 5500, per questa serie di processori si consiglia di usare il Noctua NH-U9DX 1366, studiato per il loro utilizzo.

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Come si può vedere dall'immagine, la base del dissipatore non è lappata a specchio come alcuni modelli presenti sul mercato.

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Il dissipatore pesa 640g con entrambe le ventole montate e presenta la base e le heatpipes in rame. Quest’ultime sono quattro e hanno uno spessore di 6mm. Le alette, ben 36, sono costruite in alluminio e permettono un buon raffreddamento della cpu.

 

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Il corpo del Noctua è raffreddato da due ventole NF-B9 da 92 mm e 1600 rpm, con cuscinetti SSO Bearing, in grado di spostare un flusso d’aria pari a 64.3 m3/h e una rumorosità di appena 17.6dB(A). Ovviamente si possono ridurre i giri delle ventole e il suo rumore, con gli appositi adattatori L.N.A. e U.L.N.A. in dotazione.

Il sistema di montaggio è piuttosto intuitivo, infatti, basta applicare la piastra sul retro della scheda insieme alle viti e ai gommini presenti nel bundle. Inseriamo le due staffe e scegliamo il verso del dissipatore per il suo montaggio e infine applichiamo delle viti con delle molle per fissare il tutto alla base della cpu.

Nel nostro caso, utilizzando una scheda madre intel DP55KG Xtreme, lo spazio che resta tra il dissipatore e la scheda video è di circa 2 cm scarsi se montata sul primo slot PCI-E . Inoltre su questa scheda madre, in caso di utilizzo di ram con dissipatore più alto rispetto alle dimensioni standard, è impossibile usare tutti e quattro gli slot, poiché lo spazio sovrastante al primo è occupato dalle due staffe che tengono le ventole.

 

Le possibilità sono due:

Montare un kit costituito da due soli moduli oppure di utilizzare moduli con dissipatore di dimensioni contenute.
Togliere le due staffe di quattro totali, per usufruire di tutti e quattro gli slot a disposizione.

Test & prestazioni

Per  testare le temperature del Noctua abbiamo usato la seguente configurazione.

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Il Vcore è stato impostato volutamente a 1.4V per testare l’effettiva bontà di questo dissipatore. La cpu lavora benissimo anche @ 4Ghz con Vcore decisamente inferiori, quindi con temperature più basse.

Il software usato per il monitoraggio è stato
Real Temp. HW Monitor riportava temperature uguali, con la differenza di 1°C al massimo. Abbiamo testato il sistema mezz’ora con Prime95 per ogni test con una temperatura ambiente di 17°C e fatta la media della temperatura dei 4 core.

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Come si può vedere dal grafico il dissipatore stock in dotazione con la cpu non è in grado di smaltire adeguatamente il calore, neanche senza Overclock. Già a 3Ghz in full-load non riesce a passare il test, mandando la scheda madre in protezione.
Il
Noctua invece si comporta molto bene, riesce a mantenere temperature costanti in idle con aumenti di poco più 1°C nei vari step e contenute in full-load, infatti 66°C @ 4Ghz non sono eccessivi.
Ricordiamo che questo dissipatore è stato costruito per sistemi htpc e vedendo le sue temperature in Overclock non possiamo che rimanerne stupiti.

 

 

Conclusioni

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Prestazioni :

4 stelle - copia

Rapporto qualità/prezzo:

5 stelle - copia

Complessivo :

4,5  stelle - copia

Il nuovo Noctua NH-U9B SE2 si è dimostrato un buon dissipatore sotto ogni punto di vista. Ottimo per sistemi htpc e discreto in Overclock, permettendoci di salire senza problemi con Vcore alto, mantenendo temperature non eccessivamente alte grazie alle due ventole da 92 mm, estremamente silenziose all’interno del case.
Il bundle è ricchissimo e ciò ovviamente fa sempre piacere, considerando la cifra di 50€ che ci vuole per portarselo a casa. Ovviamente, a nostro avviso, il prezzo è perfettamente adeguato alle caratteristiche e alla qualità del prodotto.


PRO

Bundle molto ricco
Silenzioso
Buone prestazioni in Overclock

CONTRO

Nulla da segnalare

di Redazione, 1/4/2010 [VIA]

 

 


 

Le cose buone ritornano sempre.
Il mitico Commodore 64 è di ritorno con grandi novità:  design, tecnologia e prezzo.

 

Commodore ha presentato il suo nuovo PC 9100, un All-in-one, la cui distribuzione inizierà nel prossimo mesi di giugno con l'inaugurazione dello store on-line.

Il costo ufficiale non è stato ufficializzato, ma si vocifera che nella versione base costerà intorno ai 250 dollari.

l design fa pensare al passato,con al posto della plastica del vecchio 64 l'alluminio anodizzato, ma la forma costruttiva e l'idea sono rimaste queelle, riviste con la moderna tecnologia.

Il 9100 di fascia d'entrata è costruito con la CPU Intel Core 2 Duo E7500 e chipset Intel G31 Express:

Su richiesta è possibile optare per una CPU  Quad Core fra le: Q8200, Q9400, Q9550 o Q9650.

La memoria SDRAM DDR2 è di 2 Gb, aumentabile fino a 4 Gb, mentre per il disco rigido, classe SATA,  è possibile scegliere fra dal 160 Gb fino al 3 Terabyte, oltre ad una unità rimovibile da 80 Gb. Per quanto riguarda invece la scheda grafica, il nuovo Commodore ha scelto la Intel Graphics Media Accelerator 3100, con supporto Microsoft DirectX 9.0c. A bordo ci sono anche: gli altoparlanti integrati, ingresso micro, uscita cuffie, Ethernet RJ 45, 4 porte USB 2.0, 2 porte seriali, 1 porta parallela, 1 porta mouse, 1 porta DVI, 1 porta tastiera,il  touch-pad, lettore DVD, ma si può scegliere il masterizzatore, e, per finire, lo slot PCI.
Per quanto riguarda la parte software, e precisamente il sistema operativo, quello di base dovrebbe essere Ubuntu, ma si potrà scegliere anche Windows 7.

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Commodore  9100 vista laterale destra

 

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Commodore  9100 vista retro

 

di framed, 20/3/2010 [VIA]

 

 


 

Al CeBit di Hannover il PC desktop più veloce al mondo

 

Si chiama Patriot e mette in mostra un sistema annunciato come il più veloce al mondo. La società, da tempo attiva nello sviluppo di unità SSD, ha così sviluppato un sistema dimostrativo in grado di andare a sfruttare al massimo le caratteristiche peculiari delle soluzioni a stato solido.
Il sistema, mostrato nella foto sopra proposta, è stato progettato su di una scheda madre SuperMicro X8DTH-6F-O con due CPU Xeon W5550s. Il sistema è stato corredato da 48GB di memoria ECC DDR3-1333MHz. Lo storage rappresenta il vero punto di forza della soluzione di Patriot: all'interno dello chassis trovano spazio 40 dischi da 256GB l'uno, gestiti da 5 schede PCI-E LSI Mega-Raid SAS.

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La configurazione, così assemblata, è in grado di garantire 155,000 IOPS/s: tradotto in termini puramente pratici, il rip di un normale disco Blu-Ray che solitamente impiega 2-3 ore in un comune PC, può essere effettuato sul sistema di Patriot in soli 0.9 secondi. Il costo per la soluzione si avvicina ai 60,000 dollari americani che al cambio attuale fanno 43.000 euro!

 

di F.M, 5/3/2010

 


 

Un case/chassis a forma di ragno

 

PC-T1 R è il nome scelto da Lian Li per indicare un particolarissimo chassis, destinato all'abbinamento con schede madri Mini-ITX; alla base la volontà di offrire uno chassis originale per design e che permettesse all'utente elevata accessibilità ai componenti.
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La forma ricorda quella di un ragno, con 4 zampe in alluminio che sostengono la struttura portante composta da due distinti livelli: nel primo sono montati la scheda madre Mini-ITX, un hard disk da 3 pollici e 1/2 e un lettore ottico di tipo slim, mentre nel secondo viene montato l'alimentatore.
Il risultato è sicuramente originale, ma non sappiamo quanto possa effettivamente interessare un ampio numero di utenti, complice in questo anche la scelta del form factor Mini-ITX che limita in parte il tipo di soluzioni che sono abbinabili. Dobbiamo comunque segnalare come molte aziende abbiano scelto di proporre schede madri in questo form factor, non solo abbinate a processori Intel Atom ma anche dotate di Socket 1156 LGA, per cpu Intel Core i7, Core i5 e Core i3, oltre che Socket AM3 per le più recenti cpu AMD.

 

di Redazione, 5/3/2010


 

Microsoft svelerà Internet Explorer 9 a Mix 2010

 

Microsoft conferma che adempirà in tempi brevi alle richieste dell'Antitrust Ue nel mercato dei browser. Intanto emergono nuovi dettagli su su IE 9.

Microsoft vuole rimettere in pista Internet Explorer, in difficoltà da mesi, secondo le statistiche online (l'unica buona notizia delle ultime settimane è che IE 8 è il browser più popolare). Da una parte Microsoft deve adempiere in tempi brevi alle richieste dell'Antitrust Ue nel mercato dei browser: infatti ha rilasciato dettagli sul ballot screen (l'apertura ai browser rivali a IE), per consentire agli utenti europei di Windows di scegliere il browser preferito (Firefox, Google Chrome, Opera, Apple Safari). Dall'altra parte, sta già lavorando al futuro di IE: Internet Explorer 9.

Microsoft renderà noti i particolari su Internet Explorer 9 a Mix 2010.

Una piccola anticipazione di IE9 era stata offerta  nell'ultima Pdc: in quell'occasione nel keynote di apertura di Pdc, lo Chief Software Architect Ray Ozzie aveva promesso che Internet Explorer sarebbe diventato il miglior browser di sempre.

Steven Sinofsky, presidente dell'unità Windows, aveva anche mostrato testi e grafica su IE9 hardware-accelerati. IE9 punta sull'accelerazione: per sfidare Google Native Client e Mozilla WebGL e per mettere il turbo alla grafica 3D. Inoltre, da agosto Microsoft sta provando a unirsi agli standard Html 5 e ha inviato un team di IE a World Wide Web Consortium meeting. La acceleration IE9 funziona sfruttando l'interfaccia di Microsoft Direct2D piuttosto che il suo Gdi (Graphical Device Interface).

A Mix 2010 emergeranno nuovi dettagli su Internet Explorer 9.

 

di Redazione, 23/2/2010

 



Toshiba Satellite U500 con display touch

Toshiba aggiorna la serie Satellite U500 integrando un display da 13,3 pollici con tecnologia touch. Sfruttando le funzionalità touch messe a disposizione da Microsoft Windows 7 Toshiba rende possibile la gestione di svariate operazioni utilizzando una o più dita sullo schermo: selezionare elementi, sfogliare pagine o ingrandire immagini sono tutte operazioni gestibili attraveso il semplice tocco delle dita.

toshibaU500

“La semplicità d’uso è un requisito fondamentale per i notebook Toshiba, progettati per rispondere alle esigenze dei propri clienti”, ha dichiarato Thomas Teckentrup, General Manager, Product, Strategy and Development Division, Computer Systems Group EMEA. “Questo doppio approccio, sia con tastiera tradizionale che con l’innovativo controllo Touch Gesture, porta il concetto di usabilità ad un livello superiore”.

Toshiba Satellite U500 rimane un prodotto dedicato al segmento consumer e con l'introduzione del nuovo pannello le caratteristiche principali non vengono snaturate: peso di 2,1Kg, masterizzatore integrato, fino a 8 GB di memoria ram DDR3 e hard disk da 500GB. Una novità interessante relativa al nuovo U500 riguarda la cpu: Toshiba introduce su questo portatile le più recenti cpu Intel Core i3 e i5. Al momento non abbiamo indicazioni relative alla precisa configurazione prevista per il mercato italiano e al prezzo di listino del prodotto.


di Redazione, 13/2/2010


Lenovo un nuovo PC desktop all-in-one

Ieri Lenovo, il grande costruttore cinese che ha rilevato il brand IBM dei notebook, ha presentato il suo desktop tutto in uno touchscreen C315. Potrebbe non essere il più dinamico tra i sistemi in circolazione, ma 650$ (470 euro circa) per un touchscreen da 20 pollici ci sembra un prezzo accessibile.

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Non è stata ancora diffusa la lista completa delle specifiche, ma sappiamo che il C315 ospita una CPU AMD Athlon, 4Gb di memoria e una scheda grafica ATI Mobility Radeon.
Ha a bordo anche la suite di applicazioni multimediali PowerCinema di Lenovo e AutoCollage, oltre a Windows 7.
Negli Usa sarà disponibile da aprile, in Europa non si sa ancora.

 di Redazione, 12/2/2010 [Fonte: Gizmodo USA]





iPad, rivoluzione a metà

 

Il nuovo device conferma solo in parte le attese. Sono prove generali per la trasformazione di Apple. Steve Jobs lancia da San Francisco la sfida ai netbook: ma è presto anche solo per fare pronostici
iPad, rivoluzione a metàUpdate: L'articolo pubblicato inizialmente riportava dei dubbi sul formato scelto per la pubblicazione di libri nel nuovo iBook Store. In effetti Apple ha chiarito che il formato adottato sarà ePub: l'articolo è stato modificato di conseguenza. Grazie a tutti per le segnalazioni.



Bello è anche bello, tecnicamente è senz'altro dotato. Ma è abbastanza per scardinare un mercato da milioni di pezzi come quello dei netbook? Il nuovo iPad, mostrato da un Steve Jobs in forma (ma sempre magro) al pubblico di giornalisti dello Yerba Buena Center a San Francisco, nelle intenzioni di Apple dovrebbe fare tutto quello che fanno oggi i piccoli laptop da 10 pollici, ma meglio: se sarà davvero in grado di fare la differenza è ancora presto per dirlo, di certo a Cupertino hanno deciso di affrontare una scommessa rischiosa.

iPad di AppleA cosa serve un tablet secondo Apple: serve a navigare, a controllare la posta, a guardare le foto, ad ascoltare musica e leggere libri o riviste. Anche a giocare. Lo schermo da 9,7 pollici (1024x768, 132 ppi), multitouch, sembra luminoso ed efficace per questi scopi: certo, la scelta di utilizzare un LCD offre vantaggi e svantaggi, ovvero la tecnologia IPS per migliorare contrasto e angolo di lettura contro una durata delle batterie di appena 10 ore. Autonomia bastante a competere con la maggior parte dei netbook in circolazione, ma che impallidisce davanti a quella di giorni e giorni garantita dagli schermi e-ink dei vari e-reader in circolazione: ed è bene ricordare che il principale vantaggio degli LCD, ovvero i colori, è destinato ad assottigliarsi entro la fine del 2010 con l'uscita dei primi e-reader a colori.
Tutto questo viene tenuto in piedi da un system-on-a-chip (SoC) ARM da 1GHz (denominato A4) disegnato da Apple e realizzato grazie alle competenze di quella PA Semi acquisita tempo addietro. Il sistema operativo del device è lo stesso iPhone OS, aggiornato alla release 3.2, che gira su iPhone: una mossa per garantire anche la compatibilità delle oltre 140mila applicazioni già presenti nell'App Store, ma che taglia le gambe a ogni aspirazione per il Flash sulla piattaforma. Durante la demo di Jobs sul palco, l'ormai familiare icona del plugin mancante ha fatto capolino dallo schermo di iPad: e non sembra questa una limitazione destinata a sparire a breve, almeno a quanto è stato possibile capire fino a questo punto.



Sul piano optional, per usare le parole di Jobs, ci sono i soliti sospetti: WiFi, Blutooth, 3G opzionale (che si porta dietro eventualmente l'A-GPS), speaker, microfono, connettore 30 pin come quello degli iPod, entrata 3,5mm standard per le cuffie, accelerometro e bussola. Assenti (ingiustificati?): fotocamera, USB. Nota a margine, Apple ci tiene a precisare che iPad rispetta tutti i suoi impegni ecologisti in fatto di ritardanti di fiamma, vetro privo di arsenico, niente mercurio e alta riciclabilità. Prezzi (questi sì una sorpresa) a partire da 499 dollari per la versione da 16GB, si sale a 599 per quello da 32 e 699 per quello da 64GB; se si vuole il 3G si dovranno sborsare, a partire da aprile, rispettivamente 629, 729 e 829 dollari.

Quello che manca davvero a iPad, tuttavia, è uno scopo preciso. Non fa il telefono, la connessione 3G è presente (ci sono offerte interessanti per gli USA, per l'Europa occorrerà attendere la primavera) ma non serve a quello scopo. Non è un computer, sebbene Apple abbia presentato una nuova release di iWork fatta apposta per il suo tablet e un dock completo di tastiera (alternativa a quella touch sullo schermo): montando lo stesso OS di iPhone rimane "relegato" nella categoria degli smartphone, con tutti i pregi e le limitazioni che questo impone. Ci si può scordare il multitasking, ci si può dimenticare il Finder di Mac OSX: niente cartelle dentro cui archiviare documenti, iPad è una specie di via di mezzo tra iPhone e iPod Touch e dunque un device fondamentalmente "chiuso".

Altro mistero è il formato scelto per la vendita dei libri: Apple, come di consueto, decide di fare da sé e crea una nuova app per lo scopo, chiamata iBook Store. Ci si collega, in stile iTunes Store, si sceglie cosa leggere, si acquista e ce lo si ritrova sul proprio scaffale virtuale. Mistero su cosa capiterà nel caso si voglia prestare un libro a un amico, o se questi titoli siano interoperabili con altre piattaforme: mettiamo l'utente sia in possesso di una biblioteca in formato epub, regolarmente acquisita o proveniente dal pubblico dominio, che fine farà se decide di saltare a bordo di iPad? Mistero anche su quali e quanti libri saranno disponibili per iPad, e quali saranno i costi: mancano indicazioni precise sulle possibili fasce di prezzo per paperback e hardcover, e ovviamente ci sarà da attendere il lancio localizzato nazione per nazione per conoscere quali editori avranno scelto di entrare nella scuderia Apple.

Discorso a parte è necessario farlo per le applicazioni: Scott Forstall, salito sul palco, dimostra che tutto quello che c'è in circolazione su App Store al momento funziona benone su iPad. Ma, e qui nascono i problemi, chi volesse può aggiornare il suo SDK e iniziare a sviluppare (o adattare) per il nuovo device: dunque, dopo aver iniziato a fare distinzione tra iPhone originale, iPhone 3G e iPod Touch originale, e infine i nuovi 3GS e Touch di seconda generazione, chi acquista un'applicazione dovrà iniziare a fare anche attenzione alla compatibilità del suo device con il software che intende acquistare.

È la questione che fino a oggi Apple ha tentato (con un buon successo) di evitare, e che invece affrontano quotidianamente gli utenti del mondo PC: al crescere e al complicarsi dell'ecosistema, crescono le variabili in gioco e dunque nascono dubbi sulla compatibilità e l'efficienza di una soluzione nel proprio caso particolare. La svolta più probabile, se a Cupertino decideranno di perseguire la consueta strada della semplificazione, sarà la riunificazione delle caratteristiche hardware e software dei vari dispositivi: ed è proprio qui che la faccenda iPad si fa interessante.


Steve Jobs, CEO Apple

iPad, infatti, va probabilmente visto e decodificato alla stregua di quello che è stato il primo iPhone, il primo iPod, o persino il primo PowerBook: una piattaforma di sviluppo, un esempio di quello che verrà in futuro. Apple ha deciso (praticamente per la prima volta) di avvalersi delle competenze di PA Semi in un suo prodotto, e nulla vieta di pensare che molto presto chip progettati a Cupertino facciano capolino su un gran numero di altri prodotti con impresso il marchio della Mela. Non è rischioso ipotizzare che presto debutterà un nuovo iPhone con nuovo hardware e probabilmente un form factor leggermente rivisto per adeguarsi allo stile Unibody. Così come è possibile tenere in considerazione l'idea che, presto o tardi, Apple TV potrebbe migrare dal suo surrogato di OSX a una sua versione di iPhone OS.

La conclusione della storia, la "morale", l'ha offerta lo stesso Jobs alla fine del keynote: "C'è spazio per un dispositivo come iPad?". Bella domanda. Di certo Apple sta lavorando per trovare un suo spazio più ampio sul mercato: puntando forse, come ha specificato lo stesso Jobs nel keynote, a trasformarsi sempre di più in una "mobile company", con tre o quattro schermi su cui concentrare i propri sforzi mediante due diverse categorie di prodotti - una equipaggiata con Mac OSX (essenzialmente MacBook), l'altra con iPhone OS (iPod Touch, iPhone, iPad e quello che verrà).

iPad è un gadget elettronico che consente di giocare o di lavorare, nelle intenzioni di Apple seduti in poltrona: se questa sarà davvero la prossima rivoluzione dell'elettronica di consumo, se davvero vedremo nascere l'era dell'elettronica da divano, è una questione che neppure Steve Jobs ha il potere di decidere. Il prezzo di iPad sarà invitante per molti, ma subirà una concorrenza all'ultimo sangue da parte di tutti i produttori di netbook: sarà "divertente", per gli addetti ai lavori, osservare a quale prodotto i consumatori garantiranno la propria preferenza. La sfida è tra interfaccia semplificata e flessibilità.


di Luca Annunziata [PI]

 


 

 

Il CES di Las Vegas è una vetrina che promette di essere molto interessante in particolar modo per il settore mobile del mercato. Tra le novità attese e preannunciate si segnala un nuovo MSI Wind con display da 10,1 pollici, oltre al quale verranno proposte alcune soluzioni dotate contemporaneamente di storage SSD e HD.

MSI propone inoltre il nuovo MSI X-Slim Series X320 di display da 13,4 pollici - rapporto prospettico di 16:9 - e caratterizzato da un peso di 1,3Kg. Questo portatile avrà uno spessore decisamente sottile: solo 1,8cm.

                                          

Stando alle informazioni riportate da Engadget, la nuova serie X320 utilizzerà una cpu Intel Atom, probabilmente Silverthorne Z530 a 1.6GHz,  a cui però verrà affiancato un sottosistema video Nvidia GeForce 9400M. Questa innovativa soluzione è possibile attraverso la piattaforma Nvidia Ion di cui abbiamo già detto.

La nuova serie X320 metterà a disposizione una completa dotazione di porte di espansione: oltre a 3 connessioni USB 2.0 saranno disponibili una connettore VGA e un lettore di memory card. Inoltre, da alcune immagini pubblicate online si evince che il nuovo piccolo notebook di MSI integrerà anche un comodo modulo per connessioni HSDPA. Tutti i dettagli saranno disponibili nelle prossime ore quando al CES 2009 MSI presenterà tutte le proprie novità tra le quali si segnala anche un all-in-one.

 

 




 
  
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