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UE, non sarà più
Far West digitale in Italia
Le società di telecomunicazioni italiane hanno tutto da perdere se la Commissione Europea approverà il piano digitale di Neelie Kroes. Si parla di concorrenza, regole condivise, tariffe roaming spazzate via e tanti altre novità.
La Commissione Europea farà
scoprire al mercato digitale italiano cosa sia la concorrenza.
Il documento di 37 pagine redatto dal Commissario per l'Agenda digitale
Neelie Kroes, che fa tremare le telco, sarà svelato il 19 maggio. Le telco italiane sono avvertite
Gizmodo phone: interessante esperimento di Gizmo, il sito www.gizmocall.com permette di effettuare chiamate gratuite anche ai cellulari semplicemente scaricando un plugin per il browser! ![]() L’abbiamo testato in redazione con Safari e funziona benissimo, l’unico problema è quello della limitazione delle chiamate a 10 minuti al giorno (5 se non vi registrate) e massimo 30 minuti complessivi per tutta la settimana. Volendo è possibile ricaricare il proprio credito, come avviene con SkypeOut e telefonare a 0,02€ al minuto. Ovviamente il prezzo delle chiamate ai cellulari è proibitivo, come per Skype (0,30€ minuto). Sorprendente anche la velocità con la quale è possibile far partire la chiamata. L’unico problema è che vengono contati i secondi che impiega l’altra persona a rispondere al telefono e vengono scalati come se fossero secondi di conversazione. Utile nel caso non vogliate spendere soldi per tariffe con lo scatto alla risposta e dovete parlare poco. di Redazione, 8/5/2010 [VIA] Waze, la community mobile vigila sul traffico In Italia è sbarcata Waze, la prima piattaforma dinamica sul traffico, gratuita, che include GPS e una community di appassionati. Waze è in grado di informare chi guida sulla situazione delle strade, tramite smartphone. ![]() ![]() Anche in Italia è arrivato Waze, un servizio gratuito di navigazione satellitare per cellulari che consente di condividere informazioni sul traffico stradale e non solo. Si tratta infatti di una piattaforma dinamica, con servizio GPS, "nata e alimentata grazie al contributo di una community di utenti", sottolinea il comunicato. "In comune, il desiderio di essere informati all’istante sulle condizioni del traffico e della rete stradale (ingorghi, lavori in corso e altre informazioni utili), per arrivare a destinazione senza sorprese". Waze è disponibile in italiano per i terminali iPhone, Android, Windows Mobile, Symbian; a breve sarà disponibile anche per BlackBerry. "Una recente partnership stretta con Intermap permette a Waze di offrire una cartografia di base per l’Italia. Ma la potenza di Waze sta nella sua community. Tutti infatti possono contribuire ad arricchire l’applicazione: se si passa su una strada non ancora localizzata all’interno dell’applicazione, sarà sufficiente posizionarsi sull’icona del bulldozer per registrare il tragitto percorso e mettere a disposizione di tutti i wazer mappe sempre più aggiornate e precise nell’arco di 48 ore", continua il comunicato. Nello specifico Waze "è capace di riconoscere il divario tra la velocità rilevata e il limite imposto sulla strada e di dedurre se il traffico è rallentato o bloccato" e anche "di fare un’analisi complessiva in base al senso di marcia degli utenti e definire se una strada è a senso unico o a doppio senso". Ecco il video esplicativo: di Dario D'Elia [VIA] Banda larga a rischio con l'esplosione degli smartphone? L'allarme lo aveva lanciato Mike Lazaridis, co-Ceo di Research in Motion, la società che produce il BlackBerry, parecchie settimane addietro: i telefonini di nuova generazione consumano troppa banda larga. Per garantire agli utenti di iPhone e compagnia la possibilità di navigare on line ad alta velocità il fabbisogno è tale che sussiste un rischio di "collasso" delle reti mobili 3G. Crescendo esponenzialmente il numero di telefonini intelligenti (e di netbook e modem portatili) in circolazione – fra due anni, secondo le stime di Nielsen, i primi potrebbero coprire il 50% delle vendite globali di cellulari – e dovendo questi necessariamente sfruttare lo stesso spettro di banda wireless per scaricare applicazioni e abilitare il traffico dati, ecco che il problema dei consumi eccessivi di questi apparecchi (richiedono fino a 30 volte la banda di un cellulare tradizionale) può diventare assai serio. ![]() E portare, teoricamente, se non alla totale saturazione a una pericolosa congestione della rete, con la conseguenza di un aumento delle chiamate cancellate e della drastica riduzione della velocità per il trasferimento dei dati via rete mobile. Un problema per cui il numero uno di Rim avrebbe una ricetta: produrre smartphone che usino meno banda larga, così da non congestionare ulteriormente le onde radio, e sviluppare applicazioni e servizi più efficienti. Qualcuno, leggi Facebook, cui pare abbia recepito il messaggio. Al social network più popolare al mondo vi accedono circa 100 milioni di persone dal telefonino e così pare che sia in fase di studio una versione solo testo del sito (denominata Facebook Zero) che funzionerebbe anche in mancanza di una connessione mobile veloce. Ma basteranno simili soluzioni ad evitare quello che gli americani chiamano il "crunch" (letteralmente scricchiolio) della rete? Su questo problema si stanno concentrando tutti gli operatori telco e fra questi anche Nokia Siemens Networks, che nella veste di fornitore di infrastrutture di rete ha messo l'accento su un aspetto chiave: la capacità della rete - questa la visione della joint venture illustrata da Alessandro Di Salvo, Head of Network Systems Sales Sud Europa della società - è soltanto uno dei problemi, e questo perché la mobilità porta con se una connettività intermittente e molto distribuita che richiede ai network mobili a banda larga di essere molto più intelligenti di quanto non lo siano ora nella gestione della crescita del traffico. Aumentando il numero di dispositivi sempre connessi, in relazione alla maggiore accessibilità (economica) per gli utenti di smartphone e servizi a banda larga, serve quindi intervenire per eliminare a monte i colli di bottiglia legati all'abnorme consumo di banda e batterie legato al cosiddetto traffico di "signalling", ovvero sia il dialogo tra reti, applicazioni e dispositivi sottoforma di continuo scambio di messaggi di segnalazione fra le varie celle del network (necessario per esempio per il riconoscimento del terminale rispetto al piano tariffario attivato). Inviare una mail o navigare sul Web dall'iPhone o da un terminale con simili caratteristiche è tra l'altro solo una faccia del problema: anche le icone "widgets" che campeggiano sugli schermi touch dei cellulari di ultima generazione sono accessi ad applicazioni "always on", vengono aggiornate in modo automatico frequentemente scaricando dati dalla rete e consumando, in sintesi, banda disponibile. Non è dunque tanto il consumo di banda legato all'accesso alla Rete a destare preoccupazione, quanto gli impatti delle apps sempre accese, dell'essere "always on" per le chat. Come evitare quindi il rischio del collasso, ipotizzabile nelle ore di maggior punta del traffico mobile? Come contenere l'assorbimento di banda provocato da milioni e milioni di accessi simultanei? Allineando, questo almeno il credo di Nokia Siemens Network, l'intelligenza delle attuali infrastrutture a quella dei dispositivi che si connettono a Internet: le reti devono diventare in altre parole "smartphone-friendly" e devono essere alleggerite (riducendo l'incidenza delle attività di "signalling") dei maggiori carichi che comporta la gestione delle connessioni alla Rete generate da telefonini e soprattutto dalle chiavette per pc portatili. "Oggi le reti sono ben dimensionate – sottolinea ancora Di Salvo – ma il fenomeno non va assolutamente sottovalutato". E solo intervenendo sulla rete e non solo sul terminale si potrà garantire dal punto di vista delle capacità di banda e della qualità del servizio l'esplosione del traffico su rete mobile previsto entro il 2015, quando oltre l'85% delle attività sui network 3G e 4G sarà costituito da dati. di G.Rus., 14/4/2010 Videotelefono IP: sarà Apple a riprovare l’assalto ai carriers? Finora tutti i tentativi di contrastare la telefonia classica con quella su IP sono falliti di fronte allo strapotere dei carriers. Nel nuovo SDK di iPhone qualche indizio su probabili future mosse di casa Apple. ![]() A Cupertino in genere sono molto gelosi di ogni dettaglio, e con molta attenzione fanno sparire tracce, buchi e indizi da ogni prodotto che arriva sul mercato. Proprio per questo, il fatto di trovare spiattellati nell’SDK di iPhone OS 4.0 pezzi di iChat fa pensare che Apple potrebbe essere in procinto di implementare prossimamente la videofonia sull’iPhone. Niente di fantasmagorico, ci hanno provato in tanti e molti ancora ci provano; c’è già in giro una serie di applicazioni che permettono di fare videochiamate su IP, ma sappiamo bene che il problema risiede da un’altra parte. Affinché i telefonini di nuova generazione diventino essi stessi “assassini” della telefonia classica, implementando in modo affidabile e definitivo la telefonia e la videotelefonia IP, non basta la tecnologia - oggi ampiamente disponibile - n�� il marketing. Si tratta di scendere in guerra contro i carriers classici che finora hanno fatto di tutto per ostacolare gli esperimenti fatti da Skype e da altri. D’altra parte un buon funzionamento della comunicazione in tempo reale attraverso Internet abbisogna di banda mobile buona, stabile e a buon prezzo, di latenze decenti e di porte IP liberamente utilizzabili: in pratica di tutto ciò che i grandi nomi delle telecomunicazioni sembrano aver “dimenticato”, troppo presi dietro a tariffe verdi e arancioni, chiavette da cento euro e kilobytes che costano più di un chilo di patate. Però, che si sia amanti o detrattori della Grande Mela, bisogna riconoscere che se Apple decide di sfondare in un settore ci si mette di buzzo, e qualcosa vien fuori di sicuro. Molto importante è dunque la scoperta degli smanettoni di 9to5Mac che mostra come nella nuova release dell’SDK per iPhone siano accessibili alcuni importanti pezzettini di iChat, in particolare quelli basilari che presiedono alla crittazione e alla gestione della videochiamata. Addirittura uno dei server di test “scoperti” nell’SDK - quello pubblico, perché gli altri due portano indirizzi intranet - è ancora aperto e mentre scrivo è tranquillamente raggiungibile, verificate voi stessi. Difficile dunque che abbiano lasciato lì questi dettagli per sbaglio o per caso. Qualcosa bolle in pentola, e speriamo che sia qualcosa di buono. di: Rocco Neo Medina, 12/4/2010 [VIA] Bocciata l’Adsl italiana: va alla metà della velocità promessa Between-Osservatorio Banda Larga ha messo sotto stress la banda larga all’italiana, scoprendo che spesso è un bluff. Sono inoltre colpiti soprattutto gli utenti di alcune zone d’Italia: nelle città medio-piccole si paga di più, ma si viaggia più lenti. Il test ha coinvolto 11400 utenti per 120mila prove in un centinaio di province italiane. ![]() La velocità media si attesta a 4,1 Megabit al secondo in download, mentre le Adsl sono vendute fino a 7 o 20 Megabit. Nelle ore di punta si crolla sotto i 2 Mega, mentre si può toccare il picco dei 5 Megabit. L’Italia è spaccata in due: il 50% degli italiani non è raggiunto dalla rete diretta (in “unbundling”) degli operatori alternativi. Ma la cosa più preoccupante é che nell’ultimo biennio la qualità dell’Adsl è andata peggiorando: perché mentre entra in Rete una nuova ondata di utenti, non vengono effettuati upgrade tecnologici e “la banda per utente si restringe”. Dai sondaggi di Between, la qualità banda larga percepita dagli utenti è scesa del 10% negli ultimi due anni. L’Italia diventerà mai un paese per Internet? di Redazione, 10/4/2010 A distanza di poco tempo dal rilascio della v. Beta, la softerhouse norvegese Opera ha rilasciato la versione definitiva del suo navigatore mobile Opera 10. ![]() Da questo link lo scarico diretto della versione per telefonini Mobile Phone Computer con a bordo il sistema operativo Windows Mobile con schermo tattile, in versione lingue internazionali compresa l'italiano. Tutte le altre versioni di questo piccolo ma potente, veloce e versatile navigatore per il web, comprese quelle per il S.O: Symbian, le trovate direttamente nel dito di Opera a questo URL. Oppure direttamente dal telefonino via Qr Code. ![]() di FraMed, 16/03/2010 Navizon la prima softerhouse che utilizza il GPS, il Wi-Fi e le BTS per il suo navigatore ha stretto un accordo con la Microsoft. ![]() L'accordo di Navizon con Microsoft permetterà all’azienda di Bill Gates di usufruire del sistema di localizzazione globale, in particolare per i terminali che utilizzano il sistema operativo Microsoft Windows Mobile. ![]() La Navizon, compagnia americana che ha sviluppato un sistema ibrido di geo-localizzazione che combina tecnologia GPS, WiFi e tecniche di triangolazione da cellulare, metterà a disposizione il suo database ed il suo sistema di triangolazione sicuramente per i futuri cellulari con sistema operativo Windows Phone 7, mentre non è ancora chiaro se anche chi utilizza Windows Mobile 6.5 potrà usufruirne. Questo accordo servirà alla Microsoft nella competizione con Google, fornendo un’alternativa agli smartphone che utilizzano Android, molto più sviluppato per quanto riguarda le funzioni di geo-localizzazione. Infatti al momento la Microsoft presenta sul sistema operativo per computer Windows 7 (ed utilizzerà su cellulari con Windows Phone 7) il servizio “Orion”, sistema di localizzazione basato su di una tecnologia ibrida simile a quella di Navizon, che sfrutta WiFi, GPS, indirizzo IP e triangolazione da cellulare. Questo significa che Microsoft dispone già di una tecnologia in grado di individuare le coordinate della posizione di un dispositivo, ma quello che attualmente le manca è un database di località con cui confrontare queste coordinate. Sarà la Navizon a fornire proprio questo database. Questa la pagina, tradotta in italiano, del download del SW che nella versione Lite è gratis. Chi desidera provarlo può scaricare il SW per i terminali con S.O. Windows Mobile da questo URL. ![]() Il SW non è un cab, pertanto l'installazione va eseguita via PC tramite cavetto USB. Per gli altri S.O. supportati, che sono quasi la totalità, il link è a fine articolo. Vi ricordiamo che bisogna registrarsi al sito della Navizon per poter scaricare aggiornamenti ed altro. Come si nota le differenze non sono abissali, ma considerato il costo di circa 7 euro ne vale la pena, ma dopo averlo provato per 15 giorni, come suggerisce la stessa Navizon. I link diretti alla softerhouse sono, per l'home page qui,e per il download qui. di Redazione, 6/3/2010 Privacy: la UE chiede modifiche a Google Street View Nell'Unione europea Google deve dimezzare il periodo di conservazione delle immagini nel controverso servizio Google Street View. ![]() Su Internet non c'è solo la questione scottante della privacy relativamente alla conservazione dei dati (data retention) nelle ricerche online, ma anche nei servizi di mappe a livello della strada. La Ue ha chiesto modifiche a Google Street View: nell'Europa a 27 Google deve dimezzare il periodo di conservazione delle immagini nel controverso servizio Street View. Google Street View offre la visione delle mappe all'altezza della strada a 360 gradi: è un servizio, lanciato nel 2007, che consente agli utenti di passeggiare virtualmente nelle strade delle città, con una visione a 360° guardando vie, palazzi, traffico, edifici e persone (opportunamente offuscate), riprese nelle immagini ritratte da appositi veicoli di Google, dotati di fotocamere (auto e tricicli). Google è però accusata di non offuscare sempre le immagini "sensibili", e di giocare con le fotocamere, che troppo spesso oltrepassano recinti, muri e siepi per "invadere" la privacy delle proprietà private. Di recente anche la Svizzera, famosa per la riservatezza e i conti bancari cifrati e segreti, desidera più privacy e un oscuramento superiore in Google Street View, il servizio a 360 gradi, a livello della strada, su Google Map. In passato Giappone, Germania e Grecia, avevano sollevato problemi relativi alla privacy al servizio della visione a 360 gradi di Street View. E in Gran Bretagna c'era stata la rivolta contro la Google car , a cui si erano aggiunte pubbliche rimostranze dell'ex Beatles Paul McCartney. La prima tegola su Street View arrivò per via di un "tanga" immortalato al suo debutto . Invece la Polizia olandese e del Massachusetts hanno arrestato dei rapinatori grazie alle foto raccolte con la Google car. Come per ogni video-sorveglianza, c'è il lato "positivo" accanto a quello negativo. Da un recente brevetto depositato da Google, emerge che, in futuro, guardando Google Street View (le mappe al livello della strada e del marciapiede), potremo trovare inserzioni pubblicitarie come "case in vendita" o "saldi in un negozio", o altre offerte commerciale aggiornate in tempo reale (come sul Web con l'advertising online). di Redazione, 1/3/2010 Google Earth arriva su Android, ma non per tutti Google Earth è disponibile su Android (è molto strano che non l'abbiano messo prima, considerato che è sull’iPhone da anni?). Ma non per tutti! Per adesso, funziona solo sul Nexus One che praticamente non possiede nessuno (rispetto all’intero mercato, anche dei terminali Android soltanto). ![]() Per adesso, praticamente, Earth funzionerà soltanto su dispositivi con Android 2.1, che effettivamente al momento gira solo sul Nexus One. La buona notizia è che il Milestone e alcuni dispositivi HTC più vecchi potranno presto essere aggiornati al 2.1. La cattiva notizia è che Google non può più ignorare la crescente e preoccupante frammentazione di Android con le applicazioni. In ogni caso, l’applicazione pare funzioni come quella per iPhone, il che significa che si potrà giocare con la Terra in 3D con le dita e utilizzare anche la navigazione vocale! di Redazione, 24/2/2010 [Fonte: Gizmodo USA] Ballot Screen browser: si comincia Dopo l'accordo raggiunto dalla Microsoft con la Commissione Europea alla fine dello scorso anno, il Ballot Screen si appresta a diventare una realtà. Microsoft farà partire un primo test per Francia, Uk e Belgio. Dal 1° marzo disponibile per tutti via Automatic Update. Alla fine della scorsa settimana, infatti, Microsoft ha reso noto che a partire dal prossimo 1° marzo inizierà a offrire agli utenti del suo sistema operativo la possibilità di scegliere quale browser installare sulle loro macchine. Il Ballot Screen è figlio di una lunga contrattazione con l'Unione Europea e da tempo è oggetto di test intensivi all'interno della stessa Microsoft. A partire dagli inizi di marzo inizieranno i primi test con gli utenti finali, ai quali verranno proposti in alternativa tra gli altri Chrome, Firefox, Opera e Safari. L'utente avrà a disposizione una maschera nella quale sono contenute alcune indicazioni di massima sulla scelta che sono invitati a fare. Una volto connesso a Internet, dovrà scegliere tra dodici browser, proposti in ordine casuale. Va detto, tuttavia, che le prime cinque posizioni spettano in ogni caso a Explorer, Firefox, Google Chrome, Safari, e Opera, anche in qui in ordine casuale. Già questa settimana un primo rollout del ballot screen viene proposto in Uk, Belgio e Francia, ma la disponibilità generale è prevista, come già accennato, il prossimo 1° marzo, attraverso un automatic update per Windows Xp, Windows Vista e Windows 7. di Redazione, 23/2/2010 Facebook, 150 amici posson bastare Lo dice Robin Dunbar, antropologo alla Oxford University: la nuova socialità allargata online non ha risolto affatto i limiti della neocorteccia cerebrale. Che non riesce a mettere insieme più di 150 relazioni stabili Roma - Per Wikipedia, il numero di Dunbar è un limite cognitivo di natura teorica che fissa a 150 la cifra complessiva massima di persone con cui sarebbe possibile instaurare relazioni sociali stabili. Rapporti in cui un individuo conosce personalmente i suoi amici, e legati ad altre persone nella sfera sociale. Il numero di Dunbar è stato teorizzato all'inizio degli anni 90, quando le relazioni online ancora non avevano guadagnato terreno all'interno dell'immaginario collettivo della società umana. L'antropologo britannico Robin Dunbar aveva sottolineato come le dimensioni della neocorteccia cerebrale impedissero il mantenimento duraturo di più di 150 rapporti sociali stabili. Oggi, tuttavia, l'esplosione della Rete prima e dei social network poi ha fatto crescere vertiginosamente la quantità di amicizie online, spesso distanti dalla vita quotidiana. All'interno della sua vasta schiera di profili amici, l'utente social potrebbe ritrovarsi con contatti che sente ogni giorno sulla bacheca di Facebook, ma che non conosce affatto di persona. E questo Robin Dunbar lo sa bene. L'antropologo britannico ha infatti annunciato i risultati di uno studio che verrà pubblicato nel corso di quest'anno per conto della Oxford University. Una più aperta socialità online ha forse aiutato a crescere il numero massimo di relazioni consentite dal cervello umano? La risposta è stata piuttosto secca: no. "L'aspetto interessante - ha spiegato Dunbar al The Sunday Times - è che un utente può arrivare ad ottenere anche 1500 amici su Facebook. Ma quando si va ad osservare il traffico reale di post e simili, si potrà vedere che gli utenti si mantengono sempre all'interno della propria cerchia ristretta di 150 persone già conosciute nel mondo reale". Niente effetto Facebook, quindi. Dunbar ha certamente ammesso che è stata sviluppata una tendenza ad ammassare amicizie virtuali, anche prive di una certa caratteristica face-to-face. Giusto per essere seguiti insomma, followati. Come ha spiegato lo stesso Dunbar, sarebbero soprattutto gli uomini ad aver bisogno di una fisicità da toccare, all'interno di relazioni che invece le donne accetterebbero di più nella loro dimensione psicologica. di Mauro Vecchio, 30/01/2010 Operatori a caccia di micro-SIM
O2 e Orange hanno inoltrato ordini per l'acquisto delle nuove micro SIM, le schede telefoniche che gradualmente sostituiranno le storiche SIM. L'operazione sarebbe confermata da Gemalto un fornitore tedesco. Intanto in Italia, dove le Micro-Sim sono già anche state usate, gli operatori restano alla finestra (anche se per poco).Molti di noi hanno scoperto l'esistenza delle micro SIM direttamente dal keynote di Steve Jobs su iPad: il tablet della Mela infatti è tra i primi dei dispositivi più famosi a prevedere un alloggiamento per le micro SIM. Queste nuove schede andranno gradualmente a sostituire le SIM card tradizionali che utilizziamo da anni. Una recente indiscrezione in circolazione sul Web riporta che O2 e anche Orange avrebbero già inoltrato ordini per l'acquisto delle micro SIM. La voce è fatta risalire al fornitore tedesco Gemalto e sta facendo il giro del Web. L'operazione risulta interessante anche per la sua tempistica: l'acquisto delle micro SIM è partito a poche ore di distanza dall'annuncio di iPad da parte di Steve Jobs.
Potrebbe trattarsi solo di una coincidenza ma la fantasia degli appassionati della Mela è già in fermento. I due operatori potrebbero già essere al lavoro per preparasi all'adozione di iPad. La situazione in Italia sembra, invece, essere in stallo. Le fonti internettiane parlano di operatori che si sono messi alla finestra in attesa di capire che cosa ha intenzione di proporre Apple, anche se non si esclude che qualcuno tra gli operatori maggiormente interessati al traffico dati si sia già anche fatto avanti, ricevendo per ora l'invito a ripassare nei prossimi giorni quando partiranno i contatti a livello internazionale. Le Micro-SIM, in ogni caso, non sono sconosciute nel nostro paese. H3G, ovvero 3 Italia le ha già anche utilizzate nella sua offerta; alcuni telefoni LG inseriti nell'offerta dell'operatore del gruppo Hutchison Whampoa usavano proprio questo tipo di scheda, anche se ora non ci sono più cellulari in commercio compatibili con essa né a marchio 3, né a marchio Vodafone, Wind o Tim. "Sul mercato - ci riferisce uno dei nostri contatti - ci sono diversi produttori che sono in grado di fornire schede Micro-SIM in poco tempo. La tecnologia è la stessa delle Sim tradizionali, solo il fattore di forma è differente. Dall'ordine al ricevimento di un quantitativo sufficiente a fornire il mercato di iPad non ci vogliono giorni ma neppure mesi. Gli operatori hanno già dei riferimenti precisi nei loro fornitori che non hanno alcun problema a sfornare decine di migliaia di schedine in poco tempo. Probabilmente in tre o quattro settimane si possono avere schede Micro-SIM brandizzate a marchio operatore in grandi quantità, quindi anche partendo tra 30 o 40 giorni sarebbe possibile avere le Micro-SIM per il lancio della versione 3G di iPad. Tutto sta a capire quanta richiesta si può avere e quanto, quindi, sia conveniente investire visto che al momento gli unici che possono avere interesse in questo mercato saranno i possessori di iPad". L'impressione, per ora suffragata solo da deduzioni, è che nessuno si muoverà prima di avere stipulato un accordo con Apple oppure di avere capito quanti saranno gli iPad pronti a finire nelle mani dei clienti. In questa seconda ipotesi si tratterà di fare delle scelte commerciali, un processo che sarà però semplificato rispetto a quello attuato ai tempi di iPhone. Al lancio del telefono Apple aveva assoluto bisogno degli operatori che erano in un tempo un supporto per la sovvenzione del cellulare che l'unico canale di vendita. iPad non solo semplifica le cose perché non ha una funzione voce (quindi non costringe a fare scelte su canoni, migrazione operatori, trasferimento numeri) ma sarà disponibile anche molto più largamente, probabilmente in tutti in negozi che oggi vendono iPod; questo potrebbe dare la possibilità a qualche operatore mobile di fare scelte aggressive anche in assenza di un accordo diretto con Cupertino, offrendo Micro-SIM abbinate a piani dati giù in vigore o tagliati a misura anche se molto probabilmente anche in Italia vedremo accordi ad hoc su iPad tra Apple e gli operatori mobili. Primi indiziati, ovviamente, Tre, Tim e Vodafone che già hanno un canale aperto su iPhone. Qualche cosa di più potremo saperne, forse, poco prima di "giugno luglio", il periodo indicato da Jobs come quello in cui Apple spera di avere accordi a livello internazionale. Che l'Italia sia tra i paesi in cui Apple punta ad avere accordi speciali è una speranza concreta dettata dai numeri conseguiti dalla rete cellulare nel nostro paese e confermata anche dal fatto che iPad ha l'Italiano come una delle nove lingue ufficialmente supportate immediatamente al lancio.
di Grazia Zupi, 29-01-2010
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Il SW è scaricabile da qui. di Deborah Altomira, 28/01/2010
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