Che piaccia o non piaccia, che lo si ami o si odi, il Nexus S
è a tutto diritto lo smartphone del momento e dopo tanti rumors, speculazioni,
immagini rubate o meno, oggi vi serviamo il piatto forte: una completa e
dettagliata recensione del nuovo Google-fonino. Mettetevi comodi perché ne
avrete di cose da leggere!
Anzitutto un chiarimento: questo
articolo si basa sull’ottimo lavoro fatto da
engadget e non da nostre prove. Il
Nexus S al momento non è ancora stato commercializzato in America e di certo noi
in Italia non siamo in grado di procurarci un dispositivo da testare, ma la
dovizia di particolari e la meticolosità con cui è stata realizzata la
recensione di engadget non lasciano dubbi sulla sua qualità, che cercheremo di
mantenere inalterata.
Detto questo, facciamo un piccolo riepilogo per capire con chi abbiamo a che
fare: il Nexus S è spinto da una CPU Hummingbird a 1GHz, è dotato di 512MB di
RAM, di un display da 4 pollici curved Super AMOLED con risoluzione 800 x 480,
ha 16GB di memoria interna, fotocamera posteriore da 5 megapixel e fotocamera
frontale VGA, ed infine è equipaggiato con tecnologia Near Field Communication
(NFC). Il tutto gestito, come certo saprete, dall’ultimo S.O. nato nella
famiglia Android: Gingerbread. A questo punto siamo pronti per addentrarci passo
passo nei dettagli.
Look and Feel
Chi conosce bene la linea Galaxy S di Samsung, non potrà non
vederci una certa parentela, soprattutto per quanto riguarda i materiali, ma il
Nexus S ci mette anche del suo. Sarà l’aspetto assai lucido della parte
posteriore che cambia ad ogni sguardo o la forma particolare del display, con
quella piccola incurvatura in basso che così bene si adatta al volto umano,
fatto sta che nonostante tutto lo smartphone ha una sua personalità, che non
mancherà di soddisfare il gusto dei suoi potenziali acquirenti.
Frontalmente lo spazio è quasi totalmente occupato dallo schermo, si nota giusto
il cerchietto che delimita la fotocamera VGA, mentre da dietro il vetro fanno
capolino i sensori di luce e prossimità. Sul lato sinistro possiamo regolare il
volume, sulla parte destra troviamo il bottone power/sleep, mentre sul fondo
abbiamo il connettore micro USB e il jack per le cuffie, scelta questa che non
ha mancato di suscitare qualche perplessità; alla fin fine è questione di gusti
ed abitudine.
Hardware
Com’era lecito aspettarsi dalla CPU Hummingbird a 1GHz, il
sistema è veloce e reattivo e non mostra mai un tentennamento. Il benchmark con
Neocore è lì a segnare un ragguardevole 55,6 fps, segno che anche il comparto
grafico sa il fatto suo; nell’uso generale può definirsi un vero fulmine.
Per quanto riguarda il reparto radio, il Nexus S non è secondo a nessuno:
abbiamo un tri-band HSPA (900, 2100, e 1700MHz), e un quad-band GSM / EDGE (850,
900, 1800, 1900MHz), Wi-Fi 802.11b/g/n, Bluetooth 2.1+EDR, e A-GPS. A completare
il tutto abbiamo vari sensori: giroscopio, accelerometro, bussola digitale e i
già citati sensori di luce e prossimità. Manca invece il led di notifica, cosa
che farà storcere il naso a chi piace avere una lucina colorata che lo avverta
di mail in sospeso, chiamate perse ecc.
Non ci siamo dimenticati del chip NFC, c’è e funziona, solo che, per adesso, c’è
ben poco con cui testarlo! Al momento il chip è bloccato in sola lettura, ma a
quanto ne sappiamo può funzionare anche in modalità scrittura e scambio, ovvero
avvicinando due dispositivi dotati di NFC è possibile in teoria condividere
informazioni come contatti o simili. Questa tecnologia farà sicuramente parlare
di sé. Starà anche agli sviluppatori saperla sfruttare e potete scommettere che
Google punta proprio su quello!
Infine il display: Super AMOLED, 800 x 480 (235 ppi), bellissimo a vedersi. Però
proprio lui qualche problemino l’ha dato. Anzitutto mostra qualche piccola
incongruenza nei confronti di certi colori o toni, ad esempio con background
grigio uniforme, ma soprattutto alcune volte il
touchscreen ha mancato di rilevare il tocco o ha dimostrato una certa latenza,
il che porta ad applicazioni che non si aprono o al contrario ad altre che si
aprono quando non vorremmo. Difficile dire se si tratti di un problema software
o hardware, ma sebbene non così frequente ci è sembrato giusto citarlo;
sicuramente si rivelerà un difetto del modello in prova. Da segnalare infine l’assenza dello slot per microSD, carenza che a seconda
dell’uso che viene fatto del telefono può diventare una pecca anche grave,
sebbene i 16GB di memoria interna lascino comunque un ampio margine di
operatività.
Audio e chiamate
La qualità sonora del Nexus S è decisamente di alto livello,
l’audio in chiamata è sempre molto chiaro e anche in una stanza affollata si
riesce a parlare con una qualità impeccabile. Cuffie e vivavoce mantengono a
loro volta alto lo standard. Anche laddove l’iPhone non riusciva a prendere la
linea, il Nexus S permetteva invece una conversazione impeccabile.
Per quanto riguarda la connettività alla rete siamo in linea con la concorrenza,
anche se a volte lo smartphone è “scivolato” su EDGE più spesso di altri
dispositivi ed è carente del supporto a HSPA+.
Di sicuro interesse è il fatto che sia stato introdotto il supporto nativo per
le chiamate VoIP / SIP, il che significa che potrete configurare il vostro
servizio preferito e accedervi direttamente dai menù propri del sistema
operativo.
Foto e Video
La qualità delle foto è abbastanza buona, anche se nelle
immagini c’è sempre quel qualcosa che ti fa pensare siano state scattate con un
cellulare piuttosto che una macchina digitale: un po’ di sfocatura o granulosità
sono quasi sempre presenti. Diciamo che altri telefoni fanno di meglio, ma
comunque il Nexus S si difende bene.
Anche per quanto riguarda il comparto video non siamo su livelli eccelsi: 720 x
480 è la massima risoluzione raggiungibile, quindi niente HD.
Stesso discorso anche per la fotocamera frontale per le video chiamate,
granulose e artefatte, ma d’altronde cosa ci dovremmo aspettare da una
fotocamera VGA?
Batteria
Ottime notizie invece sul fronte dell’autonomia: la batteria
da 1500mAh ha dato ottimi risultati durante il periodo di prova. Anche con un
utilizzo intenso (sebbene non dal punto di vista delle chiamate), il Nexus S è
arrivato a circa 20 ore di vita. Ovviamente il valore è indicativo, l’autonomia
di uno smartphone dipende in gran parte dall’uso che ciascuno ne fa, ma
considerata la mole di applicazioni scaricate, test e smanettamenti vari che il
Nexus ha sopportato prima di pretendere l’alimentatore, è sicuramente un punto a
suo favore!
Software
Quando dici Nexus S, ora come ora, non lo puoi scindere da
Android 2.3 Gingerbread, logico quindi che durante una recensione dello
smartphone si parli un po’ anche dell’ultima incarnazione di Android. Anzitutto
chiariamo che esteticamente non noterete cambi drastici, la maggior parte delle
novità è invisibile agl’occhi, almeno ad uno sguardo superficiale. In questo
senso quindi l’interfaccia utente è rimasta sostanzialmente la stessa ma più
rifinita, soprattutto per quanto riguarda la barra di stato, le ombreggiature e
il dialer, che hanno ricevuto una pennellata di colore che li fa apparire più
vivaci e leggibili. Sono state aggiunte anche le trasparenze nei menù e inoltre,
quando raggiungiamo il fondo scorrendo una lista, la pagina vira al colore
arancione ad indicarci che non possiamo andare oltre. Piccoli cambiamenti di
look infine anche per il programma di gestione della batteria e delle
applicazioni, che adesso è direttamente raggiungibile dal menù della homescreen.
Evidentemente il proliferare di task manager nel market deve aver spinto Google
ad agire in tal senso.
Piccoli aggiornamenti anche per i live wallpaper (considerata
la quantità che se ne trova a giro, non sarà certo questo a lasciare il segno!),
ma ciò che più salta agl’occhi ad un primo utilizzo, è sicuramente la tastiera.
Molti di voi forse l’hanno anche già provata dato che è stata la prima cosa ad
essere convertita per Froyo. Per chi non l’avesse mai utilizzata possiamo dire
che oltre al restyling grafico, è stato migliorato il supporto della tastiera al
multitouch e sono state aggiunte nuove funzionalità per il suggerimento delle
parole, il copia/incolla e la selezione di testo. Intendiamoci, da questo punto
di vista Android manca ancora di una certa uniformità, ogni app ha le sue regole
per selezionare il testo e spesso è un po’ frustrante doversi aggirare per due
livelli di menù prima di veder comparire a schermo le frecce per la selezione. I
miglioramenti iniziano da questo punto in poi: è più facile evidenziare quello
che ci interessa, modificare la selezione fatta e rendere il tutto disponibile
per essere utilizzato in altre applicazioni.
A questo proposito non abbiamo molte novità da segnalare, i programmi inclusi in
Gingerbread sono sostanzialmente quelli di Froyo rivisti e corretti ove
necessario; tra le new entry troviamo “Tags”, un programma per NFC che registra
tutti i links che abbiamo raccolto grazie a questa nuova tecnologia, e
“Downloads”, che raccoglie tutto ciò che abbiamo scaricato tramite browser e lo
rende quindi più facilmente reperibile.
Infine è da evidenziare il fatto che Gingerbread sembra decisamente votato al
gaming, l’OS è infatti stato arricchito da un nuovo set di API che promettono
scintille in ambito video ludico o comunque grafico in generale. L’impressione è
confermata anche dall’agilità con cui il sistema gestisce animazioni e
transizioni.
Conclusioni
Cosa è dunque il Nexus S? Lo diremo chiaramente: ora come ora
è la miglior esperienza Android che uno smartphone possa regalare. In generale
l’impressione è che sia un po’ più votato allo sviluppatore piuttosto che al
pubblico di massa, ma non per questo deluderà certo i suoi acquirenti.
Potremmo poi fare lunghe speculazioni su quanto sia longevo un terminale simile,
via via che il rilascio di nuove ammiraglie si fa sempre più vicino, ma siamo
comunque fiduciosi che anche il Nexus S saprà ritagliarsi la sua bella fetta di
affezionati.
Desiderosi di averlo? Accontentatevi di ammirarlo in tutte le pose possibili,
per il momento!