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Motorola: addio Symbian, più spazio ad Android
Motorola ha ufficializzato l'intenzione di abbandonare la produzione di dispositivi mobili dotati di Os Symbian per investire sul potenziale di crescita di Android, per competere con Rim ed Apple Arriva dal direttore della divisione dispositivi mobili di Motorola in Spagna, Oscar Rodriguez, l'annuncio ufficiale del cambio di rotta di Motorola in tema di sistemi operativi mobili: la società abbandonerà la produzione di dispositivi dotati di Os Symbian per dedicarsi all'agguerrito rivale Android.Dunque l'azienda dovrà fermare i lavori in corsi sugli attuali cellulari per adattarli al sistema operativo open source sviluppato da Google, per un investimento totale di 50 milioni di dollari.L'inevitabile calo di vendite e riduzione della quota di mercato che questo comporterà non sembra spaventare Motorola che, come ha dichiarato lo stesso Rodriguez, può contare su delle basi solide e ha piena fiducia nelle potenzialità di questa scommessa.La speranza di Motorola è probabilmente quella di riuscire a compere con RIM ed Apple, investendo in Google Android come piattaforma principale per i propri cellulari Motorola.Di fatto, la forza della comunità di sviluppo e l'ecosistema dell'applicazione porteranno ad un picco di vendite tali da compensare il temporaneo stop. Probabilmente però, per quanto concerne i cellulari destinati all' utenza business, l'azienda continuerà, almeno per il prossimo anno, a produrre dispositivi basati su piattaforme Windows Mobile.Intanto, per non restare indietro, Huawei Technologies ha annunciato il prossimo lancio dei primi cellulari con sistema operativo Android per l'estate 2009.
Pubblicato il 22/12/2008
Il cellulare del futuro? Si ricaricherà parlando!
Utilizzando materiali piezoelettrici in formato “nano” sarà possibile convertire le onde sonore delle conversazioni telefoniche in energia utile per il funzionamento dei cellulari. E non solo. Parlare (tanto) al telefono fa bene. Finora sono stati soprattutto gli operatori telefonici a invitarci a restare attaccati alla cornetta, allettandoci con offerte pensate ad hoc per gli stacanovisti della chiacchiera. In un futuro, però, potrebbero essere gli stessi cellulari a chiederci di allungare i nostri tempi medi di conversazione.Qualcuno sta infatti studiando il modo di trasformare l’energia delle onde sonore in energia utile per il funzionamento dei nostri preziosi alleati digitali. Prodigi di una scoperta vecchia come il cucco, la piezoelettricità, quella per intenderci degli accendi-sigari a bordo auto. Secondo il professor Tahir Cagin, della A&M University, in Texas, la proprietà di alcuni cristalli di generare una differenza di potenziale quando sono soggetti ad una deformazione meccanica potrebbe essere infatti sfruttata anche per convertire la pressione delle onde sonore delle conversazioni telefoniche. Per riuscirci il ricercatore americano avrebbe individuato alcuni materiali piezoelettrici che – se prodotti in forma infinitamente piccola (fra i 20 e i 23 nanometri di spessore) – potrebbero garantire riserve energetiche di gran lunga superiori alla norma. È una scoperta che potenzialmente può avere effetti profondi in tutto il settore dell’elettronica di consumo, fa notare Science Dialy, non solo per i telefoni cellulari, dunque, ma anche per i laptop, i lettori mp3 e i dispositivi portatili in genere. Un versante, quello delle tecnologie “self-powering”, sul quale peraltro anche alcune istituzioni militari stanno puntando gli occhi, considerato l’alto numero di apparecchiature mobili in circolazione. Resta da capire in che misura sarà possibile ricaricare i device, se in minima parte, o se addirittura in modo totale. Per il momento, il professor Tahir Cagin fa sapere che operando su scala nanometrica le proprietà piezoelettriche possono aumentare del 100%, il che non è poco. Ma da qui a parlare di apparecchi ad autonomia infinita ne passa. E poi non è detto che tutti gli utenti siano disposti a perdersi in chiacchiere pur di evitare di ricaricare il proprio cellulare. di Roberto Catania
Pubblicato il 16/12/2008
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